"La bellezza non è rara." ( J. Luis Borges)
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Dentro l’immagine: la Natività mistica di Sandro Botticelli

Dentro l’immagine: la Natività mistica di Sandro Botticelli

“Ora in quei giorni, uscì un editto di Cesare Augusto, che ordinava il censimento di tutto l’Impero […] Tutti partivano per farsi iscrivere, ciascuno nella propria città.

Anche Giuseppe salì dalla Galilea, dalla città di Nazareth, in Giudea, alla città di David, chiamata Betlemme, per farsi iscrivere con Maria, sua sposa, che era incinta.

Ora, mentre essi si trovavano là, giunse per lei il tempo del parto, e partorì il suo figlio primogenito, e lo avvolse in fasce e lo pose a giacere in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’albergo.”

(Luca 2,7)

I Re Magi, mosaico di Santa Apollinare Nuovo a Ravenna, IV sec. d.c.

I Re Magi, mosaico di Santa Apollinare Nuovo a Ravenna, IV sec. d.c.

Il tema della nascita di Gesù è presente nelle raffigurazioni artistiche già a partire dal IV secolo d.c., testimonianza esemplare è il mosaico che riproduce i Re Magi, a Ravenna, in Santa Apollinare Nuovo.

Le prime rappresentazioni si rifacevano esplicitamente ai Vangeli di Luca e Matteo: il Bambino, la Madonna, San Giuseppe, l’Angelo che veglia e i pastori erano i personaggi fondamentali e costituivano il nucleo fondante della Natività. Nel corso dei secoli il tema si arricchisce di particolari e di personali rivisitazioni da parte dei vari artisti che affrontarono tale soggetto.

Sandro Botticelli, Natività mistica, 1501, Londra, National Gallery

Sandro Botticelli, Natività mistica, 1501, Londra, National Gallery

Nel 1501 (negli ultimi mesi del 1500 secondo il calendario fiorentino) Sandro Botticelli dipinse la sua cosiddetta Natività mistica, un’opera di difficile interpretazione, dato che sfugge ad ogni iconografia tradizionale.

La promessa di amore e pace incarnata nell’Avvento, viene evocata dal pittore in evidente rapporto con i “torbidi” di cui parla la misteriosa iscrizione in greco, vergata alla sommità del quadro: “Questo dipinto sulla fine dell’anno 1500 durante i torbidi d’Italia io Alessandro dipinsi nel mezzo tempo dopo il tempo secondo l’undicesimo di San Giovanni nel secondo dolore dell’Apocalisse nella liberazione di tre anni e mezzo del diavolo; poi sarà incatenato nel dodicesimo e lo vedremo (precipitato?) come in questo dipinto.”

Non è chiaro se i “torbidi d’Italia” a cui allude l’artista facciano riferimento alle campagne di Cesare Borgia del 1499-1501, o all’invasione francese guidata da Luigi XII del 1499, forse ad entrambi gli eventi e ancora all’espansione turca.

Il clima politico è senza dubbio molto incerto e tormentato e, tutto ciò, alimentava negli animi un diffuso terrore millenaristico che Botticelli pare voler esorcizzare con degli espliciti richiami alla profezia dell’Apocalisse.

Nel “secondo dolore” dell’undicesimo libro del testo di Giovanni viene profetizzata l’oppressione della “città santa per lo spazio di quarantadue mesi” da parte dei Gentili; nel dodicesimo libro l’altra previsione è quella che Satana sarà “precipitato sulla terra, e con lui i suoi angeli”.

Il termine “tempo” va decifrato come anno, in questo modo pare che il pittore voglia dire che alla fine del 1500 è già trascorso un anno e mezzo (“mezzo tempo dopo il tempo”, un anno e mezzo dei tre destinati ad essere dominati dal Maligno) e ne mancano due alla sconfitta del Diavolo, ovvero alla fine di quei “torbidi”.

Nel 1503 morirà papa Alessandro IV Borgia, da molti indicato come l’Anticristo, alcuni sostengono che proprio a quest’ultimo vi sia un’esplicita allusione e che, dunque, l’iscrizione venne aggiunta all’opera in un secondo momento: una profezia a posteriori per indicare il ritorno della pace e dell’amore fra gli uomini.

Sandro Botticelli, Natività mistica, 1501, dettaglio, Londra, National Gallery

Sandro Botticelli, Natività mistica, 1501, dettaglio, Londra, National Gallery

La parte centrale della tela inquadra una capanna appoggiata a delle rocce e sostenuta da due grossi pali: la sacra famiglia è dunque al centro della rappresentazione.

Giuseppe accovacciato davanti al bambino e la Madonna inginocchiata, che grandeggia secondo proporzioni “gerarchiche” quasi doppie, divenendo, così, il fulcro dell’attenzione.

Nell’opera l’artista mette in risalto il clima di riconciliazione tra l’umano ed il divino, ciò appare soprattutto evidente nell’abbraccio tra gli angeli e gli uomini, che compare nella parte bassa della tela.

Sandro Botticelli, Natività mistica, 1501, dettaglio, Londra, National Gallery

Sandro Botticelli, Natività mistica, 1501, dettaglio, Londra, National Gallery

Tutta la rappresentazione sembra abilmente orchestrata per diffondere un messaggio criptico ed ermetico di cui la Natività è solo un pretesto. E’ infatti evidente l’influenza umanistica e raffinatamente colta, si pensi alla scritta in greco, della corte di Lorenzo il Magnifico, del quale il Botticelli fu autore prediletto.

Lorenzo il Magnifico muore nel 1492, ciò causò la caduta dei Medici e l’ascesa di Girolamo Savonarola. Quest’opera è già viva testimonianza della crisi spirituale che stava attraversando il Botticelli: come molti altri artisti fiorentini rimase profondamente colpito dalle prediche del frate domenicano e subì una sorta di conversione, al punto che i quadri degli ultimi anni, lontani dalla leggiadria disinvolta e dalle tematiche neoplatoniche, sono ispirati dalle prediche savonaroliane e presentano soggetti sacri portati al pathos drammatico più spinto e più intenso.

La Natività appare, infatti, un’opera stilisticamente e spiritualmente vicina alle rappresentazioni religiose medioevali: la gioia del mistico avvento è sopraffatta dall’inquietudine, esplicitata nell’iscrizione ed evidente nella composizione scenica. La gloria di Botticelli stava rapidamente cedendo il passo: con la caduta dei  Medici la sua arte ripiegò su se stessa in una sorta di involuzione espressiva, lasciando così spazio alla “nuova maniera” che di lì a poco avrebbe trovato i suoi eccellenti interpreti in Leonardo, Michelangelo e Raffaello.

Sandro Botticelli, Adorazione dei Magi, 1475-1476

Sandro Botticelli, Adorazione dei Magi, 1475-1476

 

Dentro l’immagine: la Natività mistica di Sandro Botticelli ultima modifica: 2012-12-23T14:35:12+00:00 da barbara
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