"La bellezza non è rara." ( J. Luis Borges)
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Les demoiselles d’Avignon: la nascita del Cubismo

Les demoiselles d’Avignon: la nascita del Cubismo

La nascita del Cubismo:

La nascita del Cubismo: Paul Cézanne, Le grandi bagnanti, 1906

Bisogna trattare la natura attraverso il cilindro, la sfera, il cono, il tutto messo in prospettiva, in modo che ogni parte di un oggetto, di un piano, sia diretta verso un punto centrale.

Le linee parallele all’orizzonte esprimono la larghezza, che è un aspetto della natura, o se preferite dello spettacolo che il Pater Omnipotens Aeterne Deus dispiega davanti ai vostri occhi.

Le linee perpendicolari all’orizzonte rappresentano la profondità. Per noi uomini la natura è più in profondità che in superficie; di qui la necessità d’introdurre nelle nostre vibrazioni luminose, rappresentate dai rossi e dai gialli, una certa dose di toni blu per far sentire l’aria”

(Paul Cézanne, 1904)

La nascita del Cubismo: Pablo Picasso, Les demoiselles d'Avignon, 1907

La nascita del Cubismo: Pablo Picasso, Les demoiselles d’Avignon, 1907

Les Damoiselles d’Avignon, opera di Picasso del 1907, sancisce, tradizionalmente la nascita del Cubismo; più importante della portata dirompente del quadro è, forse, la sua lunga gestazione preparatoria, dove confluiscono tutte le esperienze maturate dall’artista nel corso degli anni precedenti.

Le Damoiselles rappresentano un punto di svolta e di rottura con la passata produzione picassiana: è evidente la rinuncia all’armonia compositiva e alla freschezza cromatica dei fauve, e l’abbandono di ogni evocazione sentimentale o simbolica tipica delle esperienze postimpressioniste. Resta solo la realtà della tela, la realtà fisica e tangibile, dove l’artista artefice ha il compito di creare, attraverso la sua intelligenza, un nuovo sistema di rapporti, indipendente da quello che regola i corpi così come sono visibili in natura.

La nascita del Cubismo: André Derain, Bagnanti, 1906-1907

La nascita del Cubismo: André Derain, Bagnanti, 1906-1907

Il Cubismo si può, a buon diritto, considerare come una vera e propria rivoluzione copernicana nell’ambito della storia dell’arte: alla tradizionale opposizione di forma solida e spazio in cui essa si situa, il Cubismo sostituisce una nuova sintesi di massa e vuoto; in luogo degli antichi sistemi prospettici, il Cubismo crea delle composizioni duttili di piani indipendenti, in una situazione spaziale indeterminata.

Nella nuova realtà prospettata dal Cubismo, nessun fatto visivo è dato per assoluto: un contorno netto, improvvisamente può dissolversi in una superficie vibrante, una forma densa ed opaca può improvvisamente diventare senza peso e cristallina, un piano che definisce uno sfondo può essere percepito simultaneamente in primo piano.

Il Cubismo mette in discussione una realtà preconfezionata e ci spinge nell’ambito della voluta ambiguità, quasi una sorta di riflessione sulla difficoltà di definire la realtà moderna, vista come una serie di rappresentazioni sensoriali diverse e sfaccettate che mettono in dubbio i concetti di verità e di valore.

La nascita del Cubismo: Juan Gris, Ritratto di Pablo Picasso, 1912

La nascita del Cubismo: Juan Gris, Ritratto di Pablo Picasso, 1912

Les Damoiselles d’Avignon segnano, dunque, con la loro prepotente forza espressiva, l’ingresso nel Novecento, dove gli echi delle passate esperienze figurative ed accademiche ottocentesche vengono di colpo superate ed annullate.

Come accade per la maggior parte delle grandi opere pittoriche, la tela di Picasso proclama il futuro pur rispecchiando il passato, fonda una nuova visione ponendosi nella scia di quella precedente.

I suoi cinque nudi monumentali paiono risalire ai primordi della storia, ad un’antichità precristiana: i tre nudi di sinistra rievocano le Veneri ellenistiche e, nelle due figure di destra, sentiamo gli echi di un mondo ancor più remoto e primitivo delle maschere rituali dell’Africa nera.

Nelle Damoiselles si ritrova il punto d’arrivo della venerazione dell’Ottocento per i primitivi: l’esplicito riferimento alle sculture iberiche e all’arte africana unito ad una furia selvaggia che domina la pittura e ad un’energia dei piani taglienti che sezionano torsi e membra.

In questa tela, spesso criticata per le sue incoerenze stilistiche, si nota un’enfasi ed un pathos che sono propri di un linguaggio impulsivo ancora in fieri, lontano dalle equilibrate eleganze formali di uno stile già elaborato, documento di una trasformazione stilistica non compiuta ma ancora in atto.

La nascita del Cubismo: Pablo Picasso, Composizione con teschio, 1907

La nascita del Cubismo: Pablo Picasso, Composizione con teschio, 1907

La Composizione con teschio del 1907, testimonia anch’essa l’esplosione di violenza tipica di quell’anno e, infrangendo l’indifferenza emotiva che ci si aspetterebbe da una natura morta, si caratterizza per la composizione tagliente ed i colori accessi e dissonanti.

Durante l’anno successivo, Picasso si liberò di questa impulsività barbarica per concentrarsi su di uno studio più razionale e sistematico dei problemi formali emersi con le Damoiselles. Le opere del 1908 sono, infatti, meno passionali, frutto della calma e della riflessione che si sostituiscono all’iniziale reazione istintiva.

La nascita del Cubismo: Pablo Picasso, Nudo nella foresta (La grande Driade), 1908

La nascita del Cubismo: Pablo Picasso, Nudo nella foresta (La grande Driade), 1908

In Nudo nella foresta (La grande Driade) la figura è studiata con maggiore distacco e con un pacato esame degli elementi compositivi, anche i colori passano dalla sorprendente vivacità del 1907 ad una cromia più sobria e prudente.

Le opere di Picasso del 1908, la cui parte più cospicua è costituita da nature morte e paesaggi, sono frutto di una riflessione più attenta sulla possibile e precaria riconciliazione tra le esigenze della natura e le esigenze dell’arte, problematica, questa, già affrontata da Cézanne sul finire dell’Ottocento.

La nascita del Cubismo: Paul Cézanne, Curva nella strada del bosco, 1902-1906

La nascita del Cubismo: Paul Cézanne, Curva nella strada del bosco, 1902-1906

La risoluzione a cui giunge Picasso, però, è molto più matura e decisa: dopo la libertà conquistata con le Damoiselles, l’equilibrio fra la realtà della natura e la realtà dell’arte non è più così fragile come in Cézanne.

L’arte ha oramai vinto la sua battaglia ed ha superato il precario dualismo di Cézanne, l’incertezza fra natura percepita otticamente ed arte puramente intellettuale, in favore di quest’ultima.

“Pittura…Un’arte stupefacente dove la luce è senza limiti.

Severamente, Picasso ha interrogato l’universo. Si è abituato all’immensa luce delle profondità. Non è possibile indovinare le possibilità, né tutte le tendenze di un’arte così profonda e minuziosa.

Picasso è l’erede diretto di tutti i grandi artisti, improvvisamente destato alla vita, si impegna in una direzione che non è stata ancora presa.

In ogni arte c’è un lirismo, Picasso è spesso un pittore lirico. E le proporzioni di quest’arte divengono man mano più maestose senza perdere nulla in grazia.

(Guillame Apollinaire, Prefazione al catalogo dell’Esposizione Matisse-Picasso tenuta alla Galleria Paul Guillaume dal 23 gennaio al 15 febbraio 1918)

La nascita del Cubismo: Pablo Picasso, Il suonatore di fisarmonica, 1911

La nascita del Cubismo: Pablo Picasso, Il suonatore di fisarmonica, 1911

 

Les demoiselles d’Avignon: la nascita del Cubismo ultima modifica: 2012-12-20T19:40:43+00:00 da barbara
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