"La bellezza non è rara." ( J. Luis Borges)
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Henri Matisse: l’incanto della linea e del colore

Henri Matisse: l’incanto della linea e del colore

Henri Matisse, La danza, 1909

Henri Matisse, La danza, 1909

Un artista calmo, tranquillo, per certi versi borghese, visse nella quieta serenità della sua famiglia e, fino agli ottantaquattro anni d’età, (morì nel 1954), cercò nella sua interiorità la fonte d’ispirazione delle sue creazioni artistiche.

Esponente di primo piano del Fauvismo, Henri Matisse, fu, per quasi cinquant’anni, uno dei punti di riferimento del Modernismo del XX secolo.

Nel 1905, al Salon d’Automne, Matisse espone accanto a Rouault, Vlaminck, Marquet e Derain, consacrando così la nascita del movimento Fauve.

Tale movimento si caratterizza per un uso spregiudicato del colore: la pittura è svincolata dal trattamento del soggetto ed il colore, liberato nella tela, dà vita alle forme. Il Fauvismo si pone, così, in aperta polemica con l’esperienza impressionista, ancora troppo legata al dato aneddotico e descrittivo, rifiutando, al contempo, la tradizione accademica imperante.

“I colori hanno una loro bellezza che bisogna preservare, come una musica nella quale si cerchi di conservare i timbri. I problemi di organizzazione e di costruzione non devono alterare quella bella freschezza del colore.”

Henri Matisse, Conversazione, 1911

Henri Matisse, Conversazione, 1911

L’audacia dei fauve nell’uso del colore può essere assimilata all’aggressività degli espressionisti tedeschi, in una reciproca contaminazione e assimilazione.

Sarebbe ozioso chiedersi se fu la corrente tedesca della Brücke a fondare l’Espressionismo o se fu l’esplosione fauve a Parigi a dargli il via; ci basti considerare come entrambi i movimenti si collocano in un periodo di rinnovamento e di rivoluzione generale dell’arte rispetto alla tradizione.

Maurice de Vlaminick, Ristorante La Machine a Bougival, 1905

Maurice de Vlaminick, Ristorante La Machine a Bougival, 1905

L’opera di Matisse è caratterizzata, oltre che dall’esaltazione voluttuosa del colore, da un’attenzione per la figurazione lineare: l’impatto tra linee e colore da cui scaturisce l’estremo godimento estetico.

La linea, la sua sinuosità, il suo serpeggiare nella tela, il suo librarsi attorno alle campiture di colore, rendono l’arte di Matisse profondamente elegante e sensuale, a tratti perfino carnale e sessualmente esplicita, lì dove l’artista si sofferma a ritrarre il corpo della donna.

“Senza la voluttà, nulla sussiste, evidentemente. Ma si può chiedere alla pittura un’emozione più profonda che tocchi sia lo spirito che i sensi. Al contrario, una pittura puramente intellettuale, non esiste.”

Henri Matisse, Gioia di vivere, 1906

Henri Matisse, Gioia di vivere, 1906

In un momento che vede l’Europa riflettere sulla figurazione: il Cubismo a Parigi, il Futurismo in Italia, Il Blaue Reiter e l’Espressionismo in Germania; Matisse si interroga sulla sua arte che vede ancora troppo legata al classicismo della forma. Egli, così, fonda una nuova versione della figurazione che, lungi dall’essere formulata in modo prepotentemente brutale, tende a porre l’oggetto in rapporto con il suo ambiente, usando il colore come mezzo privilegiato per esprimerlo.

Henri Matisse, Natura morta con melanzane, 1911-1912

Henri Matisse, Natura morta con melanzane, 1911-1912

Natura morta con melanzane del 1911-1912, sancisce l’affermarsi di un’arte più matura ed originale di Matisse, frutto delle ricerche e delle sperimentazioni fatte in precedenza.

E’ la nascita di un grande stile ornamentale e decorativo, ove il ritmo dei colori e delle linee balla la sua danza, libera e sciolta da ogni costrizione. Una danza dove il movimento è reso da una scrittura in cui le linee, rette o curve, dialogano e si compenetrano, allo stesso modo in cui i colori si mescolano o si rispondono.

Henri Matisse, Nudo su fondo ornamentale, 1924-1927

Henri Matisse, Nudo su fondo ornamentale, 1924-1927

L’invenzione di una grande pittura decorativa è uno dei pricipali apporti di Matisse all’arte del XX secolo, un’arte decorativa dove coesistono il rigore e l’equilibrio compositivo con l’espressività, quasi musicale, dei colori: una danza di masse arrotondate e colorate e di linee agili e potenti.

“L’eloquenza delle vostre opere viene soprattutto dalla combinazione dei colori e delle linee. Questa, e non la semplice riproduzione dell’oggetto (come ancora credono certe intelligenze superficiali), costituisce l’arte del pittore.

Henri Matisse dà calore ai suoi concetti, costruisce con colori e linee i quadri fino a comunicare vita alle sue combinazioni: nella loro logica queste allora formano una composizione conclusa, da cui non si potrebbero togliere né un colore né una linea senza ridurne l’insieme a un accostamento casuale di linee e colori alla rinfusa.

Dare ordine al caos, ecco la creazione. E se scopo dell’artista è il creare, gli è necessario un ordine la cui misura sarà l’istinto.”

(Guillaume Apollinaire in La Phalange, n. 2, 15-18 dicembre 1907)

Henri Matisse, Ritratto della baronessa Gourgaud, 1924

Henri Matisse, Ritratto della baronessa Gourgaud, 1924

 

Henri Matisse: l’incanto della linea e del colore ultima modifica: 2012-12-16T13:37:04+00:00 da barbara
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