"La bellezza non è rara." ( J. Luis Borges)
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Hiroshige: un meraviglioso impressionista

Hiroshige: un meraviglioso impressionista

Hiroshige Utagawa, Il mare a Satta nella provincia di Suruga, dalla serie "Trentasei vedute del monte Fuji", 1858

Hiroshige Utagawa, Il mare a Satta nella provincia di Suruga, dalla serie “Trentasei vedute del monte Fuji”, 1858

Pissarro, nel 1893, nel commentare l’opera del grande maestro giapponese Hiroshige, si spinse ad affermare come fosse “un meraviglioso impressionista”, affermazione questa ardimentosa ma che ci fa capire come la sua opera abbia influenzato la pittura europea di fine Ottocento. Lo stesso Van Gogh possedeva numerose stampe di Hiroshige, che collezionava e copiava con cura meticolosa.

L’opera di Hiroshige, che consta di circa cinquemila stampe oltre alle illustrazioni per più di centoventi libri, si caratterizza per la sua particolare attenzione al paesaggio, ritratto nel mutare del tempo e delle stagioni.

L’artista, con estrema delicatezza e lievità di tocco, riesce a penetrare la realtà del mondo fenomenico, diventandone parte imprescindibile: cielo, terra, sole, luna, montagne, piante, rocce, mari condividono uno stesso spazio con l’uomo e le sue costruzioni.

In tal senso si può dire che l’arte di Hiroshige porta a compimento gli insegnamenti dello shintoismo giapponese, secondo i quali l’uomo, gli elementi della natura e le divinità, sono manifestazioni di un unico principio che si trasfonde, dividendosi, nel tutto con pari intensità. I personaggi che abitano i paesaggi di Hiroshige non assumono, così, una posizione di predominanza, né sono un elemento puramente decorativo, essi concorrono a creare il tutto armonico dello scenario naturale.

Hiroshige Utagawa, Acquazzone improvviso su Ohashi ad Atake, 1857

Hiroshige Utagawa, Acquazzone improvviso su Ohashi ad Atake, 1857

Hiroshige è uno tra i più famosi esponenti del movimento Ukiyo-e (letteralmente “immagini del mondo fluttuante”), uno stile artistico di fruizione molto popolare.

Le sue stampe erano, infatti, destinate ad un pubblico di estrazione sociale eterogenea e venivano vendute a prezzi molto contenuti, come se fossero dei souvenir. Il successo delle sue stampe deve, dunque, mettersi anche in relazione allo sviluppo di una “cultura del viaggio”, unita ad una certa prosperità economica che fiorì in Giappone sotto il regno Tokugawa (1603 – 1867).

Hiroshige Utagawa, veduta notturna di Saruwacho, dalla serie "Cento vedute celebri di Edo", 1856

Hiroshige Utagawa, veduta notturna di Saruwacho, dalla serie “Cento vedute celebri di Edo”, 1856

Per la pittura di paesaggio molto forti sono i legami con l’arte di Kitagawa Utamaro e con quella di Katsushika Hokusai, quest’ultimo considerato, assieme ad Hiroshige, il più grande paesaggista giapponese dell’Ottocento.

Inoltre l’opera di Hiroshige dimostra una certa influenza con le illustrazioni di quelle guide di viaggio (meisho-ki) e di quelle gazzette (meisho-zue) che venivano pubblicate periodicamente dalla fine del Settecento. Questi repertori di immagini furono utilizzati dall’artista per raffigurare luoghi lontani da Edo, città dove Hiroshige nacque ed operò, luoghi, dunque, che non aveva mai visto dal vero.

Egli ritrasse paesaggi in cui non era mai stato fisicamente, sempre attento, però, ad una ricerca del vero e del verisimile. Sappiamo tuttavia per certo che il maestro visitò una parte dei luoghi ritratti nelle sue stampe: diari e disegni, giunti fino a noi, testimoniano, infatti, questi suoi viaggi.

Hiroshige Utagawa, Roseto sotto la neve e anatra selvatica, 1834

Hiroshige Utagawa, Roseto sotto la neve e anatra selvatica, 1834

Tra le cinquantatre stazioni di posta del Tokaido, pubblicata attorno al 1834 ebbe un successo immediato e clamoroso, tanto che entrò subito in competizione con l’opera dell’altro grande artista “del momento”, Hokusai, con le sue Trentasei vedute del monte Fuji.

In questa serie Hiroshige dimostra un approccio più grandioso e sublime al tema del paesaggio, unito ad una raffinata e pregevole qualità tecnica della stampa.

Egli riuscì quindi a sviluppare un proprio personale stile, rispetto a quello di Hokusai, e a conquistarsi, così, un suo fedele ed appassionato pubblico di cultori e di acquirenti. E’ molto evidente, inoltre, la piena assimilazione dei principi quali la prospettiva geometrica o il chiaroscuro, che gli artisti giapponesi avevano imparato dall’Occidente: e così l’Oriente apprendeva dall’Occidente, mentre in seguito sarà proprio l’Occidente a rimanere influenzato dalla pittura giapponese che proponeva nuove ed inusitate visioni spaziali.

Hiroshige Utagawa, Amashinodate nella provincia di Tango, dalla serie "Vedute di luoghi celebri nelle oltre sessanta province", 1853-1856

Hiroshige Utagawa, Amashinodate nella provincia di Tango, dalla serie “Vedute di luoghi celebri nelle oltre sessanta province”, 1853-1856

Per quanto concerne la biografia di Hiroshige, sappiamo che nacque nel 1797, data desunta da una notizia riportata nel suo ritratto commemorativo, realizzato da Utagawa Kunisada nel 1858; la lunga iscrizione narra che Hiroshige morì all’età di sessantadue anni e, per parte di padre, aveva origini nobili. Egli visse dunque in un ambiente socialmente elevato, colto e raffinato, dove fu in grado di apprendere i principi fondamentali dell’arte.

Oltre che per la pittura di paesaggio, Hiroshige è ricordato anche per l’abilità nel ritrarre fiori ed uccelli (genere delle kacho-e): rappresentazioni naturalistiche il cui genere rimanda alla più antica tradizione della pittura cinese e giapponese. Compose circa duecento kacho-e, gran parte dei quali in formato lungo e stretto.

In ognuno di questi fogli compare solitamente una poesia. Anche in questo genere Hiroshige riuscì a distinguersi per la pregevolezza della composizione, egli infatti affrontò tale tema con la stessa intensità poetica con la quale realizzava le sue vedute, cercando di rintracciare e di descrivere quel fremito vitale proprio di ogni essere, fiori e uccelli compresi: la traccia della “natura madre”, che in tutto è e in tutto si trasfonde.

Hiroshige Utagawa, Carpa nella corrente, 1836-1838

Hiroshige Utagawa, Carpa nella corrente, 1836-1838

I paesaggi di Hiroshige, così come le sue kacho-e, racchiudono in loro i caratteri dell’universalità, anelando ad una sorta di comunione mistico-spirituale tra tutti gli elementi. In questo senso anche la figura umana ha una posizione alla pari con la natura, essa vive ed è inglobata nell’ambiente circostante senza alcuna posizione di preminenza o di predominio.

Tra il 1836 ed il 1838 il Giappone vive anni travagliati e difficili, anche Hiroshige, como Hokusai, dovette adattarsi alle mutate condizioni economiche, sperimentando una situazione di indigenza e povertà.

Alla precarietà delle situazione economica si aggiunse, nel 1839, la perdita della moglie; tali fatti portarono, secondo molti studiosi, ad un progressivo deterioramento qualitativo della produzione del maestro.

Nonostante quest’opinione possa essere in parte condivisibile, Horoshige realizzò anche negli ultimi anni della sua carriera opere di grande spessore artistico, accompagnando, fino alla fine, il suo pubblico nel fantastico viaggio del mistero della vita.

Hiroshige Utagawa, Iris ad Horikiri, 1857

Hiroshige Utagawa, Iris ad Horikiri, 1857


Hiroshige: un meraviglioso impressionista ultima modifica: 2012-12-11T22:42:19+00:00 da barbara
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