"La bellezza non è rara." ( J. Luis Borges)
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Claude Monet: le ninfee, l’evoluzione finale

Claude Monet: le ninfee, l’evoluzione finale

Claude Monet, Impressione, sole nscente, 1872

Claude Monet, Impressione, sole nscente, 1872

Padre spirituale del movimento Impressionista francese, Claude Monet negli ultimi trent’anni della sua vita dedica tutte le sue energie nel ritrarre il girdino di Giverny, con una particolare attenzione per le superfici d’acqua.

“Ho di nuovo ripreso cose impossibili da fare: dell’acqua con erba che ondeggia sul fondo… è stupendo da vedere, ma è pura follia volerlo fare.” (Claude Monet – 1890)

Claude Monet, Ninfee, 1916

Claude Monet, Ninfee, 1916

Les Nymphéas rappresentano, nell’arco della produzione artistica di Monet, una tappa fondamentale, poichè sintetizzano l’evoluzione finale non solo dello stile dell’autore, ma dell’intera corrente pittorica impressionista in cui egli si inserisce.

La ricerca impressionista qui, infatti, trova la sua risoluzione in una rappresentazione che si fa luce e colore perdendo di vista il legame con il lato descrittivo e reale: impressione allo stato puro, depurata da intenti narrativi.

Questo ciclo, che comprende circa 250 dipinti, presenta la caratteristica dell’assenza di fondo: l’orizzonte è aperto, nè terra, nè cielo, solo l’onda ed il fogliame ricoprono la tela , luminosa e sovrastata da corolle di fiori. Riflessi e riverberi dell’acqua, i contorni confusi svelano caldi pomeriggi, quando la natura umida esala vapori e profumi intensi, altri riflessi evocano limpide luci mattutine.

Claude Monet, Ninfee, 1909

Claude Monet, Ninfee, 1909

Fin dagli esordi del movimento impressionista, quando dipingeva Impressione, sole nascente, opera destinata a divenire il manifesto del movimento, Monet si distingue per il suo stile fondato sulla vibrazione della luce e sulla divisione della pennellata.

La sua pittura si consacra ai paesaggi, al plein air, abbandonando definitivamente i colori bruni per usare solo i colori puri, giustapposti sulla tela per fusione ottica, riscoprendo, così, la legge dei complementari, secondo la quale ciascuno dei colori del prisma viene accentuato dal suo complementare vicino.

Claude Monet, Stagno di ninfee e salice, 1916-1919

Claude Monet, Stagno di ninfee e salice, 1916-1919

Nell’aprile del 1883, Monet si trasferisce a Giverny consacrandosi alle famose serie: nel 1892 inizia le serie della cattedrale di Rouen; nel 1893 fa costruire nel giardino della casa a Giverny un giardin d’eau che sarà l’elemento da cui avrà poi origine la serie delle Nymphéas.

Nel 1899 comincia la prima serie dei Bassins aux Nymphéas e, a Londra, la serie delle Vues de la Tamise. La seconda serie dei Bassins aux Nymphéas risale al 1900; nel 1907 elabora venti nuove Nymphéas.

Esposte da Durand Rouel e da Berheim, queste opere riscuotono un grande successo di pubblico, ma vengono criticate dai giovani che le considerano decadenti, e lasciano insoddisfatto lo stesso Monet.

“Non dormo più per colpa loro. Di notte sono ossessionato da ciò che sto cercando di realizzare. […] Ciononostante non vorrei morire prima di aver detto tutto quel che avevo da dire; o almeno aver tentato di dirlo. E i miei giorni sono contati. Domani, forse…” (Claude Monet, 1925)

Claude Monet, Ninfee, 1919

Claude Monet, Ninfee, 1919

Nelle Nymphéas si evidenzia la contraddizione tra le dimensioni del muro che contrastano con le raffinatezze di un quadro da cavalletto, tanto che si potrebbe parlare di opera fallita o come ebbe a dire André Masson della Sistina dell’Impressionismo.

Nel 1924 le Nymphéas vengono installate all’Orangerie de Tuileries, futuro Museo Monet, a Parigi. Monet si spegne nel dicembre del 1926 perseguendo, fino all’ultimo, nella realizzazione di quest’opera.

“Questa misura senza fine del suo sogno e del sogno della vita, egli l’ha formulata, ripresa, e di nuovo formulata senza sosta col travolgente sogno della sua arte davanti all’abisso luminoso del bacino delle ninfee […] Ha scoperto e dimostrato che tutto è dappertutto.” (Gustave Geffroy)

Claude Monet, Ninfee, 1920-1926

Claude Monet, Ninfee, 1920-1926

 

Claude Monet: le ninfee, l’evoluzione finale ultima modifica: 2012-12-09T16:01:39+00:00 da barbara
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