"La bellezza non è rara." ( J. Luis Borges)
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Der Sturm: il fronte berlinese dell’Espressionismo

Der Sturm: il fronte berlinese dell’Espressionismo

Der Sturm: il fronte berlinese dell'Espressionismo - Oscar Kokoschka, La sposa del vento (La tempesta), 1914

Oscar Kokoschka, La sposa del vento (La tempesta), 1914

Accanto alle esperienze della Brücke a Dresda e del Blaue Reiter a Monaco, nella vivace Berlino di inizio secolo, attorno alla rivista Der Sturm, fondata nel 1910 da Herwarth Walden, l’avanguardia espressionista assume una connotazione più ampia e variegata. Da qui si affacciano, nelle arti figurative, le problematiche sociali, si diramano appelli alle avanguardie europee, si incontrano le esperienze pittoriche con quelle letterarie e teatrali, si attiva, inoltre, un vivace dibattito sull’architettura. L’Espressionismo nella sua vena più fortemente critica e polemica va dissolvendosi aprendo così la strada alla contestazione del Dada e della Neue Sachlichkeit.

L’allestimento dell’Herbstsalon nel 1913 sancisce l’incontro tra l’Orfismo di Delauny, i Futuristi italiani e l’Espressionismo, privo però del fronte più estremista della Brücke.

Der Sturm: il fronte berlinese dell'Espressionismo - Oscar Kokoschka, Manifesto per la prima del dramma "Assasinio, speranza delle donne", 1908

Oscar Kokoschka, Manifesto per la prima del dramma “Assasinio, speranza delle donne”, 1908

Nella rivista Der Sturm operarono anche due austriaci, l’architetto Adolf Loos ed il pittore e drammaturgo Oskar Kokoschka, due personalità fondamentali nel dare nuova linfa al movimento espressionista innestando un frammento di cultura viennese, la quale si caratterizzava per il suo essere più profonda e raffinata rispetto a quella tedesca.

Kokoshka partecipa a pieno titolo al movimento espressionista pur rimanendo, negli esiti, ancora legato ad una certa tradizione secessionista viennese, evidente nell’eleganza e nell’equilibrio formale che mantiene la composizione e nel linearismo accentuato e sinuoso delle forme, debitore, quest’ultimo, dell’opera di Klimt.

Egli si distacca di molto da un altro viennese dell’epoca, Egon Schiele, che portò, al contrario, la sua esperienza secessionista ad esiti di deformazione esasperata, testimonianza di una ricerca del tutto personale dell’artista e della posizione autonoma nella visione cruda e terribile che egli aveva della realtà.

Der Sturm: il fronte berlinese dell'Espressionismo - Egon Schiele, Nudo femminile, 1910

Egon Schiele, Nudo femminile, 1910

Nella rivista Der Sturm troviamo anche le prime testimonianze di un’ architettura di tipo espressionista, la cui concreta definizione rimane un problema ancora aperto e discusso.

Aldolf Loos, già autore del testo Ornamento e delitto del 1908, insorge a difesa della costruzione ingegneristica contro i capricci stilistici e ornamentali tipici dell’architetto: l’architettura deve porsi al servizio della città e del territorio con evidenti scopi sociali ed utilitaristici. Egli si scaglia, infatti, contro l’eccesso di decorativismo della secessione viennese alla ricerca, così, di una forma funzionale universalmente valida.

L’architettura di Loos è molto schematica, è fatta di cubi e costruzioni razionali contro la sovrabbondanza di abbellimento artistico che vede nell’architettura tradizionale. La regolarità geometrica, la semplificazione del linguaggio e l’annullamento dei riferimenti storicistici sono temi comuni all’avanguardia pittorica e al movimento architettonico che avrà , però, il suo pieno sviluppo nel primo dopoguerra, con un certo ritardo, quindi, rispetto alle arti figurative.

Der Sturm: il fronte berlinese dell'Espressionismo - Oscar Kokoschka, Ritratto di Herwarth Walden, 1910

Oscar Kokoschka, Ritratto di Herwarth Walden, 1910

All’interno di Der Sturm si muovono anche personalità, come Ludwing Meidner ad esempio, che connotano la loro arte per la forte carica polemica e sociale, quasi premonitrice dell’imminente tragedia che si sarebbe abbattuta di lì a poco con lo scoppio della prima guerra mondiale.

L’espressionismo di Meidner è fortemente intrecciato con il linguaggio cubista ed assume dei toni caricati di ansia e di negatività nei confronti dell’uomo e dei rapporti di quest’ultimo con il nuovo contesto urbano: la metropoli perde, così, quella caratterizzazione poetica da sogno espressionista, la figura e l’ambiente si contrappongono con violenza, non si compenetrano più.

Der Sturm: il fronte berlinese dell'Espressionismo - Ludwing Meidner, Io e la città, 1910

Ludwing Meidner, Io e la città, 1910

La tematica urbana è presente anche nell’artista di origine statunitense Lyonel Feininger, operante attorno alla rivista Der Sturm. Egli elaborò una struttura geometrica più vicina all’orfismo che all’espressionismo, ma perfettamente in linea con gli ideali formali dell’architettura. Non a caso, infatti, Feininger fu chiamato dal movimento del Bauhaus per illustrare la copertina del suo programma del 1919.

Der Sturm: il fronte berlinese dell'Espressionismo - Lyonel Feininger, Cattedrale, 1919, xilografia per il frontespizio del manifesto-programma del Bauhaus di Weimar

Lyonel Feininger, Cattedrale, 1919, xilografia per il frontespizio del manifesto-programma del Bauhaus di Weimar

Nel 1919 Worringer decreta la fine dell’espressionismo: l’avanguardia nelle sua forma di arte non arte, con cui era stata indentificata, può dirsi conclusa. L’esperienza espressionista fu però di fondamentale importanza per il successivo sviluppo del dadaismo e del surrealismo; questa fase di dura riflessione e contestazione fu il perfetto tramite tra il brutto del realismo e l’inconscio simbolista.

“Provavano un senso di oppressione di fonte all’idea che non si possa più produrre un ornamento nuovo.

Ma come, ciò che può fare ogni negro, che hanno potuto fare tutti i popoli e tutti i tempi prima di noi, è precluso soltanto a noi, uomini del secolo diciannovesimo? Tutto ciò che l’umanità ha creato senza ornamenti nei millenni passati è stato gettato via senza riguardo e votato a distruzione.

Noi non possediamo più nessun banco da falegname dell’età carolingia, ma qualsiasi cianfrusaglia che recasse anche il minimo ornamento è stata raccolta, ripulita e palazzi sontuosi sono stati costruiti per ospitarla. E allora gli uomini si aggiravano tristi tra le vetrine e si vergognavano della loro impotenza. Ogni età ha avuto il suo stile e solo alla nostra dovrà essere negato uno stile? Per stile s’intendeva l’ornamento.

Dissi allora: non piangete! Guardate, questo appunto costituisce la grandezza del nostro tempo, il fatto cioé che esso non sia in grado di produrre un ornamento nuovo. Noi abbiamo superato l’ornamento, con fatica ci siamo liberati dall’ornamento.

Guardate, il momento si approssima, il compimento ci attende. Presto le vie delle città risplenderanno come bianche muraglie! Come Sion, la città santa, la capitale del cielo. Allora sarà il compimento.”

(Adolf Loos, Ornamento e delitto, 1908)

Der Sturm: il fronte berlinese dell’Espressionismo ultima modifica: 2012-11-24T14:44:19+00:00 da barbara
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