"La bellezza non è rara." ( J. Luis Borges)
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Arnold Schönberg: l’Espressionismo nella musica

Arnold Schönberg: l’Espressionismo nella musica

Arnold Schönberg, Autoritratto, 1910

Arnold Schönberg, Autoritratto, 1910

Il movimento d’avanguardia che si sviluppa a Monaco, attorno al 1910, è più sereno e più disposto a scambi di tipo formale con gli artisti francesi del tempo rispetto alla Brücke, di più forte impatto polemico e di rottura con la tradizione.

Qui il clima culturale è ricco e vivace e porta alla nascita di un espressionismo anche di tipo musicale, soprattutto grazie agli stimoli provenienti dal gruppo del Blaue Reiter. Il desiderio di questi artisti, infatti, era quello di stabilire delle relazioni continue con la nuova musica e la nuova arte del balletto, con problemi politici, con i grandi temi del rapporto tra arte e scienza, filosofia e religione.

Arnold Schönberg: l'Espressionismo nella musica - Franz Marc, Caprioli nel bosco, 1911-1914

Franz Marc, Caprioli nel bosco, 1911-1914

Attorno al 1909-1910, si crea una densa e fitta relazione tra Arnold Schönberg, musicista ebreo dal carattere tormentato, e Vasilij Kandinskij, pittore russo d’indole più scaltra e rigorosa.

Con il testo Lo Spirituale nell’Arte del 1911, Kandinskij fonda la sua teoria dell’astrattismo e sancisce, così, la dissoluzione del vecchio legame tra pittura e natura; nello stesso anno Schönberg, con il Trattato di armonia, compie la medesima operazione in ambito musicale, teorizzando la nuova musica atonale.

Per un certo periodo di tempo Schönberg e Kandinskij si illudono di parlare la stessa lingua: Kandinskij fa continui riferimenti alla musica nelle sue opere e Schönberg stesso comincia a dipingere. Entrambi compongono un dramma, Il suono giallo di Kandinskij e La mano felice di Schönberg, un’opera d’arte totale che cerca di forzare tutte le arti oltre il proprio limite, cosa questa che si scontrò, negli esiti, con il limite effettivo della rappresentabilità, risultando, così, composizioni strazianti, difficili e incomprensibili rispetto alle abitudini visive ed auditive del pubblico.

Arnold Schönberg: l'Espressionismo nella musica - Vasilij Kandinskij, Composizione VI, 1913

Vasilij Kandinskij, Composizione VI, 1913

Schönberg e Kandinskij proseguono la loro relazione artistica muovendosi tra Vienna e Berlino: Schönberg si mostra sempre poco sereno e solitario, soffrendo anche la sua condizione di ebreo, Kandinskij, invece, sbandiera un temperamento più vivace e mistico, alla costante ricerca della profondità della realtà e dell’essere.

Attorno agli anni ’20 del Novecento, entrambi gli autori rivedono le loro posizioni, crisi questa tipica di tutti gli artisti e i movimenti di avanguardia durante il primo dopoguerra: Schönberg svilupperà così la dodecafonia dal linguaggio atonale e Kandinskij perverrà ad un astrattismo costruito geometricamente e privo di riscontro spiritualistico.

Arnold Schönberg: l'Espressionismo nella musica - Vasilij Kandinskij, Composizione X, 1939

Vasilij Kandinskij, Composizione X, 1939

La fase più propriamente espressionista di Schönberg si colloca tra il 1908 ed il 1913, quando prese a produrre una musica che, partendo da un linguaggio tonale tradizionale, arrivava ad una vera e propria sospensione della tonalità. Egli non è un musicista di formazione accademica, fu un precocissimo talento musicale, sviluppato in modo autonomo, che giunse a rinnovare la musica del Novecento.

Con Il trattato di armonia del 1911, Schönberg contesta le accuse di incompetenza che gli venivano mosse dalla critica e teorizza una certa visione della storia della musica, secondo la quale all’artista creatore spetta il ruolo di produrre uno stato di coscienza superiore rispetto alle età che lo hanno preceduto: la storia della musica è, così, vista come un progresso verso l’acquisizione dell’opera d’arte e il disarticolarsi della tonalità come la logica conseguenza di un processo di cui Schönberg stesso ne è l’erede.

Arnold Schönberg: l'Espressionismo nella musica - August Macke, Giardino zoologico I, 1912

August Macke, Giardino zoologico I, 1912

La musica di Schönberg manifesta una decisa rottura e presa di posizione rispetto alla tradizione precedente, arrivando al punto di scardinare e modificare il linguaggio della musica colta occidentale, che da sempre si era attenuto alle rigorose regole della scala e dell’accordo. Egli colpisce la struttura stessa della musica giungendo ad una soluzione di tipo atonale di forte impatto per gli effetti di straniamento, d’incompiuto e di irrisolto che produce; una lingua non lingua che rappresenta la risposta non risposta alle inquietudini dell’uomo moderno.

“Se è arte non può essere popolare se è popolare non può essere arte.” (Arnold Schönberg)

Arnold Schönberg: l'Espressionismo nella musica - August Macke, Grande vetrina illuminata, 1912

August Macke, Grande vetrina illuminata, 1912


Arnold Schönberg: l’Espressionismo nella musica ultima modifica: 2012-11-19T21:27:26+00:00 da barbara
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