"La bellezza non è rara." ( J. Luis Borges)
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Hokusai: la ricerca dell’arte suprema

Hokusai: la ricerca dell’arte suprema

Hokusai, La grande onda presso la costa di Kanagawa

Hokusai, La grande onda presso la costa di Kanagawa

Hokusai, straordinario artista giapponese, in settant’anni di attività ci lascia, come testimonianza della sua meravigliosa opera, migliaia di lavori tra dipinti, stampe, libri illustrati, manuali per pittori ed artigiani.

Attraverso questo nutrito corpus si ha quasi l’impressione di muoversi all’interno di un prezioso libro di racconti fantastici, riccamente decorato da immagini dense di nostalgia e di spirito narrativo. Hokusai fu, infatti, prima ancora che artista, un poetico cronista della sua epoca, attento a descrivere personaggi e situazioni della realtà a lui nota.

Già nelle prime opere, risalenti al periodo Shunro (1779-1794), è evidente la forte personalità dell’artista e la formidabile capacità di esprimere con poche linee nette e decise il carattere dei personaggi.

Hokusai, Il bambino prodigio

Hokusai, Il bambino prodigio

Dopo gli anni di apprendistato, Hokusai si lega ad un gruppo di letterati, cominciando, a sua volta, a scrivere  delle poesie. Il suo stile assume delle connotazioni più languide, quasi malinconiche, i suoi personaggi si dimostrano più distacccati dalla realtà e venati da una vena di malinconia perenne: la sua arte si fa così più fortemente introspettiva ed intimista.

Anche le donne, che Hokusai ritrae in questo periodo, sono ammantate da una sorta di tristezza ed emanano una grazia ed un fascino avulso da qualsiasi voluttuosità erotica. Sono femmine dalla bellezza dolce ed austera, lontana ed intoccabile, eppure pervasa da un’ammiccante e maliziosa forza di seduzione.

Hokusai, Due cortigiane

Hokusai, Due cortigiane

Nel 1798, quando ha trentott’anni, Hokusai lascia l’atelier Tawaraya e si afferma come artista indipendente, assumendo il nome con il quale è universalmente noto: Hokusai (studio della Stella Polare).

La sua arte si affina: lo studio psicologico dei personaggi si fa più attento e nei paesaggi si nota l’influenza della prospettiva occidentale. In tutta la sua opera permane quel senso di lieve malinconia, una sorta di lirismo toccante e fuggevole che emerge dalle scene di vita, ritratte con pochi tocchi magistrali.

Hokusai, Susino e luna

Hokusai, Susino e luna

Hokusai, consapevole delle proprie capacità, esibì, in diverse occasioni, comportamenti alquanto bizzarri ed eccentrici, come quando, su una superficie di 350 metri di fogli di carta stesi per terra, si mise a tracciare segni con una scopa inzuppata in un mastello di inchiostro davanti ad un pubblico sbigottito; solo quando il dipinto fu montato su un pannello, appareve la figura di Daruma, il fondatore del Buddismo Zen. Una performance da action painting ante litteram, che testimonia la prepotente individualità dell’artista giapponese.

Hokusai, Ragazzo sul monte Fuji

Hokusai, Ragazzo sul monte Fuji

Hokusai continuò a dipingere fino ad oltre i settant’anni di età, ricercando nuove visioni, sperimentando nuovi stili e tecniche, convinto di poter ancora migliorare e perfezionare la propria arte.

La vecchia tigre nella neve, dipinta dall’artista tre mesi prima della morte, pare essere il manifesto della curiosità e dell’entusiasmo di questo grande vecchio sul punto di spiccare, come l’animale nella tela, un nuovo balzo verso la conquista dell’arte suprema.

“Se il cielo mi desse ancora cinque anni potrei diventare un grande artista” (Hokusai)

Hokusai, Vecchia tigre nella neve

Hokusai, Vecchia tigre nella neve

 

Hokusai: la ricerca dell’arte suprema ultima modifica: 2012-11-11T13:58:59+00:00 da barbara
6 Comments
  • Hiroshige: un meraviglioso impressionista « barbarainwonderlart
    Posted at 22:42h, 11 dicembre Rispondi

    […] la pittura di paesaggio molto forti sono i legami con l’arte di Kitagawa Utamaro e con quella di Katsushika Hokusai, quest’ultimo considerato, assieme ad Hiroshige, il più grande paesaggista giapponese […]

  • Pierrot Le Fou
    Posted at 15:46h, 15 maggio Rispondi

    Ciao, ho scoperto giusto oggi questo blog! Ho letto un paio d’articoli (legati soprattutto all’arte giapponese) e volevo fin da ora farti i miei complimenti! Davvero molto interessanti e molto ben scritti, ho avuto modo anche di vedere stampe e dipinti che non conoscevo e che mi hanno colpito molto. Condivido soprattutto la citazione finale che hai messo nell’articolo di van Gogh, l’arte (in generale tutta la cultura, cinema, letteratura) giapponese cambia veramente la visione del mondo, o almeno a me è successo! Grazie, oggi ti sei guadagnata un nuovo fan 🙂

    • barbarameletto
      Posted at 17:18h, 15 maggio Rispondi

      Grazie mille per i tuoi complimenti e non solo perchè sono tali, ma perchè è segno che, con i miei pezzi, riesco a trasmettere e a dare qualcosa di bello e di utile. Questo blog è frutto dei miei studi e delle mie passioni, purtroppo faccio un lavoro che con l’arte non c’entra nulla, quindi ho poco tempo per gestirlo come vorrei. Ti sarai reso conto che punto molto sui contenuti perchè, secondo me, in rete non si trova molta qualità ed è questo ciò che voglio contribuire ad offrire. Sono veramente lieta di essermi guadagnata un nuovo fan, spero che continuerai a leggere, commentare e criticare 😉 Grazie ancora

  • Hokusai: le trentasei vedute del monte Fuji | barbarainwonderlart © Barbara Meletto
    Posted at 13:44h, 02 giugno Rispondi

    […] a riconfermare la sua rinascita, dopo il sessantesimo anno di età, nel 1819 Hokusai abbandonò il nome di Taito e scelse lo pseudonimo Iitsu, nuovamente uno, attraverso il quale […]

  • Aithne
    Posted at 08:48h, 26 febbraio Rispondi

    […] a riconfermare la sua rinascita, dopo il sessantesimo anno di età, nel 1819 Hokusai abbandonò il nome di Taito e scelse lo pseudonimo Iitsu, nuovamente uno, attraverso il quale […]

  • Capolavori della National Gallery: Due granchi di Vincent van Gogh - barbarainwonderlart © Barbara Meletto
    Posted at 17:03h, 04 maggio Rispondi

    […] certamente fu ispirato dalla xilografia di Hokusai, Granchi, riprodotta nel numero di maggio del 1888 di “Le Japon Artistique”, e forse […]

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