"La bellezza non è rara." ( J. Luis Borges)
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Gabriele D’Annunzio: il sublime eclettico

Gabriele D’Annunzio: il sublime eclettico

Gabriele D'Annunzio nel giardino del Vittoriale

Gabriele D’Annunzio nel giardino del Vittoriale

“L’Arte! L’Arte! – Ecco l’Amante fedele, sempre giovine, immortale; ecco la Fonte della gioia pura, vietata alle moltitudini, concessa agli eletti; ecco il prezioso Alimento che fa l’uomo simile a un dio.” (Gabriele D’Annunzio, Il Piacere, 1889)

Scrittore, poeta, scenografo, uomo di cultura, Gabriele D’Annunzio fu un personaggio emblematico nell’Italia dei primi del Novecento anche come promotore e committente delle arti figurative. Egli cercò una commistione totale tra arte e vita facendo della sua esistenza un progetto di estetica bellezza.

D’Annunzio era onnivoro in fatto di arte, il suo gusto si collocava nella ricerca del sublime e del grandioso, cosa che lo indirizzava ad apprezzare tutto ciò che rientrava in questa sfera, senza preclusioni di sorta. Ebbe contatti diretti con pittori, scultori e rappresentanti delle arti decorative che suggestionarono, in modo più o meno cosciente, la sua opera letteraria.

Francesco Paolo Michetti, La figlia di Iorio, 1895

Francesco Paolo Michetti, La figlia di Iorio, 1895

Nel periodo giovanile della sua vita, D’Annunzio fu in stretto contatto con il pittore Michetti che influenzò nella ricerca di un maggior simbolismo nelle sue rappresentazioni legate ancora ad un verismo concreto e descrittivo. Lo stesso Michetti spinse D’Annunzio verso un più marcato realismo descrittivo.

Adolfo De Carolis, manifesto per La figlia di Iorio di Gabriele D'Annunzio, 1904

Adolfo De Carolis, manifesto per La figlia di Iorio di Gabriele D’Annunzio, 1904

Gli artisti con i quali però il poeta si sentiva più affine dal punto di vista culturale ed ideologico, furono quelli riuniti attorno alla rivista Il Convito: Giulio Aristide Sartorio, Adolfo De Carolis, Giuseppe Cellini. Essi collaborano con D’Annunzio nell’illustrazione dei suoi testi, nella preparazione di ex libris e anche nell’allestimento di scenografie e costumi teatrali.

D’Annunzio aspirava ad una corrispondenza totale degli elementi che costituiscono la vita estetica, un’armonia fra immagine poetica e raffigurazione artistica: ideale caro alla cultura liberty ma che, nelle mani di D’Annunzio, assumeva un aspetto del tutto aristocratico ed elitario, lontano dall’idea modernista del “socialismo della bellezza”.

Bagno de Il Vittoriale

Bagno de Il Vittoriale

Nel dopoguerra, quando D’Annunzio prende dimora a Gardone, la situazione è mutata, cambia lo stile, ma non cambia la sua costante ricerca verso una produzione artistica raffinata e colta, capace di modellare l’ambiente che lo circonda.

Negli anni Venti del Novecento si assiste in Italia ad un rinnovato impulso per l’artigianato, nello stesso tempo il poeta è impegnato nell’arredare la sua imponente residenza, ansioso di conferirle un’immagine del tutto originale e personale. In questo periodo, dunque, D’Annunzio intensifica i rapporti con gli artisti-artigiani, scambiando opinioni e consigli. Particolarmente intensi furono i rapporti con il gioielliere Mario Buccellati e con lo scultore Renato Brozzi.

Il gusto muta e si evolve, lontano oramai dai virtuisismi liberty, l’arte si orienta verso una sintesi formale più netta e marcata. L’atmosfera del Vittoriale è fondamentalmente Déco: è lo spirito degli anni Venti che aleggia nella residenza, nonostante l’innegabile sontuosità, affine all’immagine che D’Annunzio aveva di sè e che imprimeva in tutto ciò che lo circondava.

L’Arte per D’Annunzio è professione di vita, e, come tale, fa parte dell’apparato scenico di cui il poeta amava circondarsi nella convinzione che solo nella bellezza ardente e sublime prenda vita la creazione d’eccezione.

“Tutto è qui da me creato e trasfigurato. Tutto qui mostra le impronte del mio stile nel senso che voglio dare al mio stile. Il mio amore d’Italia, il mio culto delle memorie, la mia aspirazione all’eroismo, il mio presentimento della patria futura si è manifestato qui in ogni ricerca di linee, in ogni accordo o disaccordo di colori.” (Gabriele D’Annunzio)

Gabriele D'Annunzio

Gabriele D’Annunzio

Gabriele D’Annunzio: il sublime eclettico ultima modifica: 2012-10-15T13:40:04+00:00 da barbara
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