"La bellezza non è rara." ( J. Luis Borges)
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Il Simbolismo: Félicien Rops

Il Simbolismo: Félicien Rops

Simbolismo: Antoine Wiertz, La bella Rosina, 1847

Antoine Wiertz, La bella Rosina, 1847

“La Natura è un tempio dove incerte parole mormorano pilastri che sono vivi, una foresta di simboli che l’uomo attraversa nei raggi dei loro sguardi familiari. […]” (Charles Baudelaire da “Corrispondenze”)

Nella seconda metà dell’Ottocento la visione realista e oggettiva dell’arte viene pian piano sfumando a favore di un atteggiamento diverso, antitetico. Si vanno affermando, sia in campo letterario che artistico, un gusto e un pensiero secondo cui la vera realtà risiede nell’idea e non nell’evidenza concreta e tangibile delle cose: l’immagine non significa solo e soltanto ciò che rappresenta, ma allude ad un significato che è altro, spesso enigmatico e misterioso.

A Parigi, negli anni ottanta dell’Ottocento, comincia a codificarsi una poetica simbolista che trova la sua consacrazione con il “Manifesto del simbolismo letterario”, pubblicato il 18 settembre 1886 da Jean Moréas nel supplemento del “Figaro”. Egli teorizza una poesia che rivesta l’idea di una forma sensibile, un’idea capace di dare voce ai legami sotterranei e profondi tra mondo tangibile ed intangibile, realtà esteriore e realtà interiore.

Simbolismo: George Frederick Watts, Il Minotauro, 1877-1866

George Frederick Watts, Il Minotauro, 1877-1866

Il clima simbolista si diffonde in tutta Europa, polemizzando contro l’arte accademica tradizionale, e recuperando elementi tipici del romanticismo quali l’individualismo, il pessimismo e una certa sensualità mistica. La scienza positivista e ottimista viene sostituita da una pseudoscienza occulta e inquieta, atta ad indagare le profondità arcane e misteriose più che a descrivere e misurare i fenomeni naturali. Rifiuto del progresso, del dominio del sapere scientifico, gusto della ricerca esoterica sono, infatti, temi tipici del simbolismo e della decadenza di fine secolo, che contrappone una linea visionaria e onirica alle certezze della stagione naturalista.

In ogni nazione la tematica simbolista assume dei connotati peculiari e caratteristici, a seconda anche del terreno culturale sulla quale si va ad inserire.

La pittura si caratterizza, in generale, per la raffinatezza d’esecuzione e per la ricchezza di simbologie mitologiche e religiose descritte come visioni di un sogno. L’arte è quindi concepita come espressione concreta ed analogica dell’Idea, momento supremo d’ incontro tra la percezione sensoriale e gli elementi spirituali.

Il mondo dei simbolisti è così dominato dal sogno, dall’immaginario, dal fantastico e dal soprannaturale ambiti in cui le idee possono prendere forma e sintetizzarsi nel linguaggio allusivo dei simboli.

Simbolismo: Félicien Rops, Tentazione di sant'Antonio, 1878

Félicien Rops, Tentazione di sant’Antonio, 1878

In Belgio, area centrale assieme alla Francia dello sviluppo della cultura simbolista, la sensibilità prevalente è quella che si rifugia nella camera oscura e fantastica dei sogni, degli incubi e delle visioni. Tra i diversi artisti circola un senso generale di malessere, di pessimismo, una volontà di evasione e fuga dalla realtà.

Félicien Rops è un’artista belga che lavorò soprattutto a Parigi, dove si trasferì nel 1874 divenendo presto uno degli illustratori più richiesti della capitale. Le sue illustrazioni accompagnarono, infatti, i testi di alcuni dei più importanti autori nell’ambito del decadentismo. La sua pittura tende a sconfinare nel regno del fantastico e dell’irrazionale. Il disordine delle passioni e degli istinti, la tentazione della carne, la religiosità blasfema che ammicca al satanismo sono i temi principali che connotano l’opera di Rops.

Il suo tratto è fortemente descrittivo e naturalistico, ma i soggetti sono del tutto simbolisti ed allusivi, permeati di reminescenze letterarie. Nelle sue opere traspare un pessimismo inquieto e morboso di chi sa che il piacere confina con la morte e la distruzione. Egli fu, in parte, anche influenzato da tematiche occulte e pseudoscientifiche, fu infatti in stretto contatto con Pèladan, fondatore de l’Ordre de la Rose+Croix du Templet et du Graal.

Simbolismo: Félicien Rops, L'iniziazione sentimentale, 1833-1898

Félicien Rops, L’iniziazione sentimentale, 1833-1898

Félicien Rops, L’iniziazione sentimentale, 1833-1898 – L’Iniziazione sentimentale è il titolo del terzo volume di La decadenza latina, un imponente ciclo romanzesco o sorta di trattato delle passioni al quale lo scrittore francese Joséphin Péladan dedicò tutta la sua esistenza. Per il frontespizio de L’Iniziazione sentimentale, Rops realizza quest’immagine provocatrice che sintetizza il contenuto del romanzo ed è, altresì, una critica disincantata della società.

La fusione del gusto per la visione dell’incubo e per il grottesco con quello libertino, sensuale e dissacrante, gli valsero l’ammirazione di molti suoi contemporanei, tanto che, lo stesso Baudelaire, lo considerava l’unico vero artista tra tutti i belgi che aveva conosciuto o di cui aveva sentito parlare. Per Baudelaire creò il frontespizio di “Les épaves”, un libretto pubblicato in Belgio con le liriche censurate in Francia nella prima edizione di “Les fleurs du mal”.

Simbolismo: Félicien Rops, frontespizio per "Les épaves", 1866

Félicien Rops, frontespizio per “Les épaves”, 1866

Le opere di Rops si connotano per la centralità della tematica erotica, sempre in bilico fra attrazione e maledizione, tra dipendenza e dannazione, dando voce ad una visione del caos che scaturisce dall’eterna lotta tra amore e psiche, tra la vita e la morte, tra il bene e il male. Egli stesso si definiva una persona poco comprensibile, rivolgendosi al fotografo Nadar dice di sé:“devi sapere che io sono un essere niente affatto singolare, e molto scarsamente comprensibile perfino a me stesso.”

Il mondo descritto da Rops è popolato di femmine fatali e ferine, portatrici di piacere e di morte, e di uomini perversamente succubi, vittime complici della loro stessa distruzione.

Simbolismo: Félicien Rops, Ipocrisia

Félicien Rops, Ipocrisia


Simbolismo: Félicien Rops, Pornocrates, 1896

Félicien Rops, Pornocrates, 1896

Félicien Rops, Pornocrates, 1896 – Quest’incisione e acquatinta venne presentata nel 1896 ad una esposizione del Groupe des XX, un circolo d’avanguardia artistica di cui Rops fu uno dei fondatori. L’opera, come molte altre di Rops, suscitò non poco scandalo per la carica erotica, a tratti blasfema, che pervade l’immagine. Il significato di quest’opera rimane piuttosto ambiguo: il maiale tenuto al guinzaglio può rappresentare il maschio erotomane schiavo del suo oggetto del desiderio; secondo altri interpreti l’immagine rappresenta la donna che, bendata, si fa guidare ciecamente dalla lussuria del maschio. Si può però anche dare un ulteriore significato all’opera: la signora bendata può essere interpretata come allegoria della Fortuna; pertanto l’interpretazione potrebbe essere che la Fortuna, pur cieca, si fa guidare dalla lussuria e dalla cupidigia; la lussuria così, nei suoi risvolti sociali ed economici, quali la prostituzione, vale una fortuna. Il titolo stesso Pornocrates si riferisce ai pornocrati, ossia ai governatori del meretricio. Sotto i piedi del soggetto principale troviamo raffigurati i domini di questi pornocrati: scultura, musica, poesia e pittura; nella struttura compositiva queste arti sono calpestate e sottomesse, piegate al vantaggio economico dato dalla pornografia.

Nel primo decennio del Novecento l’atteggiamento culturale simbolista tramonta definitivamente, quando gli subentra una modernità guidata dalle parole d’ordine dell’avanguardia. L’universo simbolista diviene estraneo e rimarrà inesplorato fino a decenni recenti, anche se vi si possono individuare premonizioni di modernità: dall’astrattismo che acquisisce ed evolve l’idea dell’autonomia dell’arte tipica della cultura estetica-decadente, al surrealismo che indaga i fantasmi dell’inconscio, alla pittura metafisica che esprime attraverso apparenze simboliche enigmi e misteri.

Simbolismo: Félicien Rops, La morte al ballo, 1865-1875

Félicien Rops, La morte al ballo, 1865-1875

Il Simbolismo: Félicien Rops ultima modifica: 2012-09-08T15:49:00+00:00 da barbara
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