"La bellezza non è rara." ( J. Luis Borges)
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Scatti d’artista: Nadar

Scatti d’artista: Nadar

“Non esiste la fotografia artistica. Nella fotografia esistono, come in tutte le cose, delle persone che sanno vedere e altre che non sanno nemmeno guardare.”

(Félix Nadar)

Félix Nadar, Ritratto di Charles Baudelaire

Félix Nadar, Ritratto di Charles Baudelaire

 

Félix Nadar, Ritratto di Eugène Delacroix

Félix Nadar, Ritratto di Eugène Delacroix

 

Nel corso del 1864, in una data imprecisata, la giovane Sarah Bernhardt si fece fare un ritratto dal fotografo parigino Félix Tournachon, noto, più semplicemente, come Nadar; la Bernhardt ha vent’anni ed è agli inizi della sua promettente carriera, fa parte della Comèdie-Francaise, ed ha al suo attivo ruoli nelle commedie di Racine e Molière. Fino al momento del ritratto di Nadar, però, l’attrice era nota più per i suoi scandali ed atteggiamenti stravaganti che per le sue doti di interprete teatrale.

Nel 1864 Sarah Bernhardt, quella che diverrà poi soprannominata la voix d’or, si trovava senza un ingaggio e in attesa di un figlio; decise così di recarsi al numero 35 di Boulevard des Capucines, nello studio del più noto e grande fotografo di Parigi.

Gaspar-Fèlix Tournachon, che cominciò a farsi chiamare Nadar nel 1838, iniziò la sua carriera artistica come critico teatrale, giornalista e caricaturista. Le sue prime fotografie risalgono al 1853: si affinò in quest’arte attraverso i numerosi ritratti che fece agli amici, personaggi celebri della sua epoca, quali Baudelaire, Doré, Rossini, Champfleury, Delacroix, Berlioz.

La sua innata curiosità verso l’umana natura, affinata dalla passata esperienza di caricaturista, lo portò a dei risultati mirabili e sorprendenti nei suoi ritratti fotografici, per l’indubbia capacità dimostrata nel penetrare la personalità celata sotto il velo dell’apparenza. Egli riuscì, in questo modo, ad elevare la fotografia al rango di vera e propria opera d’arte.

La sua fama era nota e riconosciuta quando, nel 1860, inaugurò l’Atelier Nadar in Boulevard des Capucines dove, nella facciata esterna, troneggiava un’insegna rossa illuminata di notte dalle luci al neon: l’avventura commerciale del grande fotografo veniva così ufficialmente sancita.

Félix Nadar, foto dell'Atelier Nadar, 1860

Félix Nadar, foto dell’Atelier Nadar, 1860

 

L’atelier Nadar, al n. 35 di Boulevard des Capucines, a pochi passi dal luogo dove si svolgerà la prima proiezione dei fratelli Lumière nel 1895. La gigantesca firma del fotografo che campeggia sulla facciata è opera del pittore di insegne Antoine Lumière, padre di Luis e Auguste. Le ampie vetrate sono un complemento necessario all’illuminazione dello studio fotografico. Qui si svolgerà, nel 1874, la prima mostra degli Impressionisti rifiutati dall’accademico Salon annuale.

La Bernhardt si affidò, dunque, all’oramai affermato Nadar per promuovere la sua persona presso il pubblico. I critici dell’epoca si dimostrarono subito entusiasti di questi scatti e li trovarono particolarmente ispirati: il connubio artistico tra la Bernhardt e Nadar era stato siglato. Sarah Bernhardt, la divina, si apprestava a divenire, così, una leggenda.

Félix Nadar, Ritratto di Sarah Bernhardt, 1864

Félix Nadar, Ritratto di Sarah Bernhardt, 1864

 

Félix Nadar, Ritratto di Sarah Bernhardt, 1864

Félix Nadar, Ritratto di Sarah Bernhardt, 1864

 

Le foto di Nadar furono dei modelli per la ritrattistica degli anni venti di August Sander e per quella degli anni cinquanta di Irving Penn.

Egli utilizzò sfondi neutri, privi di ogni dettaglio, ed un’illuminazione naturale di grande efficacia plastica e sfruttata abilmente attraverso filtri di tende bianche o grigie. I ritratti di Nadar si caratterizzano per l’estrema semplicità dello schema compositivo dell’immagine: la personalità dei soggetti emerge grazie alla sua capacità sintetica e non analitica.

“Compito autentico del ritratto fotografico è di estrarre la verità psicologica del soggetto.”

(Félix Nadar)

L’idea di “verità psicologica”implica la ricerca, nella fotografia, non di una semplice trasposizione oggettiva della realtà, ma di una sua interpretazione: la riproduzione di qualche cosa che vada oltre le semplici apparenze e riveli la natura più autentica dei soggetti.

Nei suoi ritratti, definiti giustamente psicologici, Nadar tendeva a far emergere le personalità dei volti da lui fotografati, ricercando in loro l’espressione più intima.

Félix Nadar, Ritratto di Gioacchino Rossini

Félix Nadar, Ritratto di Gioacchino Rossini

 

 

Félix Nadar, Ritratto di Sarah Bernhardt, 1864

Félix Nadar, Ritratto di Sarah Bernhardt, 1864

 

“La teoria fotografica si impara in un’ora; le prime nozioni pratiche in un giorno […] quello che non si impara […] è il senso della luce […] è la valutazione artistica degli effetti prodotti dalle luci diverse e combinate […] quello che s’impara ancora meno, è l’intelligenza morale del tuo soggetto, è quell’intuizione che ti mette in comunicazione col modello, te lo fa giudicare, ti guida verso le sue abitudini, le sue idee, il suo carattere, e ti permette di ottenere, non già banalmente e a caso, una riproduzione plastica qualsiasi, alla portata dell’ultimo inserviente di laboratorio, bensì la somiglianza più familiare e più favorevole, la somiglianza intima.”

(Félix Nadar)

 

Scatti d’artista: Nadar ultima modifica: 2012-09-04T22:06:08+00:00 da barbara
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