"La bellezza non è rara." ( J. Luis Borges)
Tag

Francisco Goya: il sabba della nostra civiltà

Francisco Goya: il sabba della nostra civiltà

Francisco Goya, Il sabba delle streghe, 1797-1798

Francisco Goya, Il sabba delle streghe, 1797-1798

Francisco Goya, Il sabba delle streghe, 1797-1798 – La riunione delle streghe, presieduta dal demonio sotto forma di capro, è piena di terrore superstizioso e di oscuri presentimenti.

I Capricci sono una serie di incisioni che testimoniano, in modo esemplare ed emblematico, lo spirito moderno e geniale di Goya. Il termine capricci è un termine tecnico utilizzato, solitamente nell’ambito dell’arte italiana, per indicare raffigurazioni stravaganti e fantasiose, deliberatamente distaccate dalle regole e dai soggetti tradizionali della pittura; attraverso queste particolari figurazioni, agli artisti veniva concessa, così, una grande libertà creativa ed ideativa, non dovendo rispettare soggetti e regole precostituite.

Con quest’opera Goya mette in luce il suo lato più oscuro e tenebroso, dimostrando una particolare predilezione per le scene di stregoneria che spiccano numerose. L’interesse di Goya per il mondo occulto e magico nasce da un forte spirito critico nei riguardi della società a lui contemporanea: egli, attraverso la messa in scena di immagini demoniache, intende scagliarsi contro le superstizioni popolari e l’ipocrisia dell’aristocrazia e del clero.

Francisco Goya, Linda maestra, 1799

Francisco Goya, Linda maestra, 1799

Francisco Goya, Linda maestra, 1799 – In quest’opera, Goya ci mostra l’immagine ormai stereotipata che si aveva della strega a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo: una donna vista come tentatrice (da qui la nudità) e dotata di poteri soprannaturali (il volo per propria forza).

“L’autore, essendo persuaso del fatto che la censura degli errori e dei vizi umani (benché propria dell’Eloquenza e della Poesia) possa anche essere oggetto della Pittura, ha scelto come argomenti adatti alla sua opera, tra la moltitudine delle stravaganze e balordaggini che sono consuete a tutte le società civili, e fra i pregiudizi e le menzogne volgari, radicati dall’uso, dall’ignoranza e dall’interesse, quelli che ha creduto più idonei a fornire materia di ridicolo e a eccitare nel tempo stesso l’estro dell’artefice.” (Francisco Goya, da il “Diario di Madrid” 6 febbraio 1799)

Francisco Goya, Il sonno della ragione genera mostri, 1799

Francisco Goya, Il sonno della ragione genera mostri, 1799

Francisco Goya, Il sonno della ragione genera mostri, 1799 – L’acquaforte si compone di un autoritratto dell’artista con la testa sul tavolo, circondato da gufi e pipistrelli che lo assalgono, mentre seppellisce la testa tra le sue braccia. I gufi (simbolo della follia) e i pipistrelli (simboli dell’ignoranza) paiono attaccare l’artista sopprimendone così la ragione, l’immagine potrebbe, però, essere interpretata anche come il processo creativo inteso come il risultato del fluire di emozioni ed di incubi dai recessi della fantasia.

La forza violentemente espressiva delle immagini, l’insistente deformazione caricaturale dei soggetti, l’occhio feroce e satirico sui vizi dell’epoca, scatenarono forti polemiche. Molte persone si riconobbero in queste rappresentazioni, tanto che, al colmo dello sdegno e dell’indignazione generale, l’Inquisizione spagnola dovette intervenire, giudicando blasfema quest’opera, e ritirandola dalla vendita.

“Goya, incubo colmo di cose ignorate, di feti cucinati nel cuore dei sabba, di vecchie allo specchio e di nude fanciulle che s’accarezzan le calze per tentare i demoni.” (Charles Baudelaire, Les phares, da Les fleurs du mal)

Francisco Goya, Si puliscono tra loro, 1799

Francisco Goya, Si puliscono tra loro, 1799

L’animo tormentato di Goya, il suo sentire fortemente le ingiustizie e i soprusi, la sua idea fissa della morte e del dolore, quasi con una sorta di violenza perversa ed erotica, lo imprigionarono, come la sua sordità, e lo isolarono dai contemporanei. Il suo sottomondo figurativo fatto di terrore e abominio, frutto degli impulsi incoscienti che affiorano nei sogni, anticipa ciò che fece poi il surrealismo illuminando il lato oscuro degli uomini.

Goya è certamente l’artista del passato più vicino al presente e alle nevrosi dell’uomo moderno che trova, nell’universo inquietante di Goya, gli stessi interrogativi e le stesse contraddizioni presenti nella vita e di cui l’arte contemporanea è divenuta espressione esemplare.

“Goya è sempre un artista grande e spesso spaventoso. All’allegria, alla giovialità, alla satira spagnola degli anni di Cervantes, egli unisce uno spirito assai più moderno, o se non altro molto più perseguito nei tempi moderni, l’amore dell’inafferrabile, il sentimento dei contrasti violenti, dei terrori della natura e delle fisionomie umane stranamente deviate dalle circostanze a uno stato di animalità.[…] tutte le dissolutezze del sogno, tutte le iperboli dell’allucinazione, e poi tutte quelle spagnole alte e slanciate che certe vecchie perpetue lavano e preparano per il sabba, o per la prostituzione della sera, il sabba della nostra civiltà! […] Il merito grande di Goya sta nel creare il mostruoso verosimile. I suoi mostri sono nati pieni di vita, di armonia. Nessuno più di lui ha osato nel senso dell’assurdo possibile. Tutti quei contorcimenti, quelle facce bestiali, quei ghigni diabolici, sono pervasi di umanità.” (Charles Baudelaire, Quelques caricaturistes étrangers, pubblicato in Le Présent del 15 ottobre 1857)

Francisco Goya, Il sabba delle streghe, 1819-1823

Francisco Goya, Il sabba delle streghe, 1819-1823

Francisco Goya, Il sabba delle streghe, 1819-1823 – Qui la figura diabolica del caprone si staglia su un assembramento indistinto di teste mostruose, scimmiesche, quasi un cumulo di teschi, contratte in smotfie. Il bianco degli occhi spicca a tratti sull’ammasso cupo. Goya non credeva all’esistenza della stregoneria, ma considerava il mito del culto delle streghe come un’espressione del male che si annida nella mente di ogni essere umano.

Francisco Goya: il sabba della nostra civiltà ultima modifica: 2012-08-27T18:07:46+00:00 da barbara
No Comments

Post A Comment