"La bellezza non è rara." ( J. Luis Borges)
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L’empireo demoniaco di Hieronymus Bosch

L’empireo demoniaco di Hieronymus Bosch

Hieronymus Bosch, L'inferno musicale (particolare), sportello destro del Trittico delle delizie, 1480-1490 circa

Hieronymus Bosch, L’inferno musicale (particolare), sportello destro del Trittico delle delizie, 1480-1490 circa

Nel linguaggio simbolico di Bosch la musica e gli strumenti misicali sono temi ricorrenti. Nell’Inferno musicale, la musica è totalmente degradata, non ha più nulla di nobile e neppure dei significati demoniaci, essa è ridotta al ridicolo, al nonsense. Il contesto della composizione è estremamente complesso, ricco di simboli, di allegorie e di allusioni omosessuali passive. Nel volto dell’uovo rotto del livido gigante centrale, alcuni critici, hanno visto un autoritratto di Bosch.

L’opera di Bosch, straordinaria, possente, orribile e ricca di fascino, è senza dubbio il frutto della cultura del suo tempo caricata, però, di significati, allegorie e reinterpretazioni che sono del tutto innovative ed originali.

Dalle sue rappresentazioni emana una potenza espressiva che ha del prodigioso, una profondità di pensiero non facilmente individuabile e un animo tormentato e contorto nei suoi capovolgimenti.

L’arte di Bosch rappresenta, per molti versi, ancora un enigma interpretativo che lascia aperti numerosi interrogativi, non c’è dubbio però, che la sua caratteristica principale è quella di essere in grado di catturare lo sguardo di spettatori di epoche e culture diverse per la sua grande potenza comunicativa e capacità di invenzione.

Figlio della sua epoca, Bosch, per certi versi, rimane senza dubbio un caso unico, isolato ed irripetibile.

Hieronymus Bosch, Il giardino delle delizie (particolare), 1480-1490 circa

Hieronymus Bosch, Il giardino delle delizie (particolare), 1480-1490 circa

Il cilindro ritorna spesso come tema nelle opere di Bosch. Molti critici hanno visto il riferimento ad una frase dello studioso e mistico fiammingo Ruysbroeck che, nell’Ornamento delle Nozze spirituali, parla dell’irradiazione di Dio, da quest’ultimo considerata un “abisso immenso di luce essenziale”.

La sua vasta produzione pittorica è ispirata al demoniaco, un demoniaco che, però, ha un posto a sé: Bosch ritrae un suo personale empireo diabolico impostato sulla mescolanza tra forme umane, forme inanimate e opere frutto del lavoro umano.

Le immagini che ne derivano destano sconcerto misto a ripugnanza per la loro incongruenza e non funzionalità: esseri grotteschi e inquietanti popolano le sue opere, manifestazioni del demoniaco che paiono incarnare e sintetizzare l’intera esperienza umana del male.

Hieronymus Bosch, Il volo e la caduta di Sant'Antonio (particolare), sportello sinistro del Trittico delle tentazioni di Sant'Antonio, 1505-1506

Hieronymus Bosch, Il volo e la caduta di Sant’Antonio (particolare), sportello sinistro del Trittico delle tentazioni di Sant’Antonio, 1505-1506

L’essere semiumano dalla testa di uccello coperta da un imbuto trascina sui pattini la propria grottesca deformità; un tipico esempio delle alterazioni aberranti realizzate da Bosch. Lo strano becco, che impedisce la presa e la chiusura, reca infilzato un plico con la scritta “Bosco”, forse la firma spagnoleggiante dell’autore stesso.

Mago, occultista, alchemico, non si può dire bene chi fosse Bosch, certo è che nessuno dei contemporanei lo accusò di eresia: il suo tempo si limitò ad ammirarlo per la sua capacità di rappresentare forme insolite e di descrivere il demoniaco in maniera nuova, prodigiosamente mostruosa ed impressionante.

Certamente Bosch era al corrente delle diverse modulazioni del pensiero religioso, occultistico ed esoterico che si agitavano nelle Fiandre a cavallo fra Quattrocento e Cinquecento, e mostrò di seguirne la cultura, sempre, però, attraverso una sua personale elaborazione ed un’ originale trasposizione linguistica.

L’opera di Bosch non dà certo spazio ad interpretazioni univoche ed esaustive; il pensiero dominante è la certezza che il male e il mostruoso sono ovunque e sono connaturati all’uomo e alle sue opere: salvarsi è difficile seppure non impossibile.

L’umanità è malvagia e ingannevole, incapace di compassione e di carità, eppure emergono, come fiori rari, dei santi costantemente esposti alle tentazioni del male e dei demoni più oscuri e terrificanti.

Hieronymus Bosch, Il giardino delle delizie (particolare), 1480-1490 circa

Hieronymus Bosch, Il giardino delle delizie (particolare), 1480-1490 circa

Tra i temi ricorrenti de “Il giardino delle delizie” vi sono il vetro e gli acrobati. Il vetro, che si ritrova nelle torri, nei cilindri, nei bicchieri e nei tubi sparsi, allude alla materia alchemica, in quanto parte dello strumentario utilizzato dall’alchimista. Gli acrobati alludono alla capacità dell’uomo di alterare le leggi della natura, compiendo azioni che, in apparenza, non sono possibili ad altri uomini.

Sperimentatore di magia e di scienze occulte, oltre che grande pittore, Bosch fu anche il precursore di quegli artisti moderni che si servirono delle droghe per acuire la loro immaginazione.

In base ad uno studio condotto da Will-Erich Peuckert, infatti, risultò che, ricreando una sostanza dell’epoca chiamata “pomata delle streghe”, era possibile avere delle visioni simili alle rappresentazioni di Bosch: “viaggi nell’aria, scene orgiastiche con creature fantastiche, ambienti infernali.”

L’arte di Bosch con le sue influenze occulte rimane, tuttavia, un enigma interpretativo non facilmente risolvibile.

Un fatto è comunque certo e documentato: Bosch piacque e piace ancora. Le sue mostruose invenzioni, la natura caotica e disgregante, sono, però, pervase da un equilibrio ineccepibile, rappresentate in modo tutt’altro che demoniaco. Piacque e piace tutt’oggi, perchè nella sua produzione traspare una genialità unica, in grado di arrivare nel profondo di ognuno.

“Che significa, o Hyeronimus Bosch, quel tuo occhio attonito? Quel pallore del volto? Come se tu stessi guardando i lemuri e gli spettri dell’Inferno svolazzarti davanti. Potrei credere che ti si siano spalancate le porte dell’avido Dite e le dimore del Tartaro poichè la tua destra ha potuto dipingere tanto bene tutto quello che il più profondo recesso dell’Averno contiene”
(Lampsonius, 1575)

Hieronymus Bosch, Il prestigiatore, 1475-1480

Hieronymus Bosch, Il prestigiatore, 1475-1480

 

Hieronymus Bosch, Il volo e la caduta di Sant'Antonio (particolare), sportello sinistro del Trittico delle tentazioni di Sant'Antonio, 1505-1506

Hieronymus Bosch, Il volo e la caduta di Sant’Antonio (particolare), sportello sinistro del Trittico delle tentazioni di Sant’Antonio, 1505-1506

I pesci fanno parte del nutrito vocabolario di Bosch; talora sono volanti e si trasferiscono dall’acqua all’aria, altre volte strisciano sulla terra, sconfinando dal loro ambiente vitale, oppure si trasformano in roccia a completamento di una figura umanoide. Le bocche dei pesci, inoltre, vengono a volte dilatate in modo da trasformare i loro volti in musi demoniaci.


L’empireo demoniaco di Hieronymus Bosch ultima modifica: 2012-08-25T15:36:59+00:00 da barbara
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