"La bellezza non è rara." ( J. Luis Borges)
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Dante Gabriel Rossetti e il ritratto femminile

Dante Gabriel Rossetti e il ritratto femminile

Dante Gabriel Rossetti, Ecce Ancilla Domini, 1850

Dante Gabriel Rossetti, Ecce Ancilla Domini, 1850

Gabriel Charles Dante Rossetti, nasce a Londra nel 1828 da Gabriele Rossetti, poeta, critico letterario ed esule carbonaro, e da Frances Mary Lavinia Polidori, figlia di un emigrato italiano, Gaetano Polidori, piccolo editore e stampatore, per un certo periodo segretario di Alfieri.

La sua vita fu precocemente segnata dalla morte della moglie Elisabeth Siddal: prostrata dalla salute cagionevole e da una forte depressione, causata dall’aver dato alla luce un figlio morto, la Siddal si suicidò con un’overdose di laudano nel 1862.

Dante Gabriel Rossetti, Beata Beatrix, 1864

Dante Gabriel Rossetti, Beata Beatrix, 1864
Il volto utilizzato da Rossetti per la sua Beatrice è quello della Siddal, qui creatura terrena e trasumanata insieme. La rossa colomba divina reca il fiore del papavero: fiore di passione, ma anche fiore da cui deriva il veleno che dà la morte.

Comincia in questo periodo un processo di idealizzazione della donna che accompagnerà buona parte della sua opera pittorica: Fanny Comforth, la sua successiva amante, sarà dunque la personificazione dell’erotismo carnale, mentre Jane Burden, moglie di William Morris, diverrà il simbolo della Venere celeste.

Verso il 1870, Rossetti si dedica quasi esclusivamente ai ritratti femminili eseguiti ad olio: un’iconografia che segnerà tutta la produzione degli ultimi anni della sua vita, siglandone la drammatica parabola discendente.

L’aver individuato un tema che diverrà predominante nella cultura simbolista e decadente è un fatto degno di nota e di indubbia portata storica. Il prototipo inaugurato da Rossetti, infatti, giungerà, lasciando impronte in artisti diversi, fino a Klimt e alla cultura della Secessione viennese. Persino i surrealisti riscopriranno i ritratti di Rossetti, per quella parvenza imbambolata e allucinata simile alle cere, a loro congeniale.

Una tormentata ed inesorabile inquietudine sta alla base dell’immagine femminile in Rossetti: i volti delle modelle cambiano di anno in anno ma finiscono per assomigliarsi tutti, sintetizzati in un’unica tipologia sempre più alienata da ogni contatto con la realtà.

Rossetti da un lato esalta la bellezza femminea e sognante, quale icona di purezza e di bellezza trascendente, dall’altro, nelle ultime opere, si spinge ad una svalutazione dei contenuti sentimentali tardoromantici, immettendo elementi inquietanti e sconvolti che preludono agli stridori di Strindberg e Munch e aprono la via alla tematica dell’angoscia dell’eros moderno.

Dante Gabriel Rossetti, Venus Verticordia, 1864-1866

Dante Gabriel Rossetti, Venus Verticordia, 1864-1866

Le donne di Rossetti, all’inizio, sono immagini sensuali , i cui volti, incorniciati da aulenti fiori, emanano dolcezza e candore; un ideale estetico che viene ben presto superato attraverso una distillazione del reale nei simboli privati dell’artista, dilaniato da crisi di eccitazione e depressione.

Nei ritratti più avanzati, infatti, le donne sono oramai delle grandi icone profane dagli occhi e dalle labbra smisurate; incombenti e quasi opprimenti, paiono emergere direttamente dallo stato di alterazione provocato dall’uso smodato di cloralio da parte di Rossetti, una sorta di espressione del furore represso nel suo eros.

La tecnica diviene anch’essa sempre più nervosa e stilizzata nel segno, le curve sempre più complesse fino a tradursi nell’immagine del cerchio, forma dove gli amanti ritrovano l’unità originaria a cui si può giungere solo con la morte.

I tormenti che lo affliggono e le angosce che attraversano la sua mente, portano Rossetti a discendere sempre più in una condizione di malessere che nemmeno l’arte riesce più ad esorcizzare: il 1882 Dante Gabriel Rossetti muore prigioniero dei suoi fantasmi e delle tragedie che ne hanno segnato la vita. Come ebbe a definirlo Ruskin  “un grande italiano tormentato nell’ inferno di Londra.”

Dante Gabriel Rossetti, Proserpina, 1874

Dante Gabriel Rossetti, Proserpina, 1874

 

Dante Gabriel Rossetti, Astarte Syriaca, 1877

Dante Gabriel Rossetti, Astarte Syriaca, 1877

 

Dante Gabriel Rossetti e il ritratto femminile ultima modifica: 2012-08-21T17:59:33+00:00 da barbara
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