"La bellezza non è rara." ( J. Luis Borges)
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René Magritte: ceci n’est pas une pipe

René Magritte: ceci n’est pas une pipe

René Magritte, Les deux mystères (I due misteri), 1966

René Magritte, Les deux mystères (I due misteri), 1966

“Si possono creare nuovi rapporti tra le parole e gli oggetti, e precisare alcune caratteristiche del linguaggio e degli oggetti generalmente ignorate nella vita quotidiana. […] A volte il nome di un oggetto sta al posto di un’immagine. Una parola può prendere il posto  di un oggetto nella realtà. Un’immagine può prendere il posto di una parola in una proposizione.”

(René Magritte)

Magritte, per sua stessa ammissione, non amava dipingere, ossia non amava quel fare pittura che implica un uso articolato e sperimentale del mezzo espressivo: la sua è una pittura semplice, fredda, priva di guizzi o estri di pennello. Per Magritte l’importante è l’idea, unica protagonista delle sue opere, mirabilmente isolata attraverso la lucida cerebralità delle immagini.

Magritte volge la sua attenzione, non tanto al processo che genera l’immagine, quanto alla logica della visione, al suo valore come mezzo di comunicazione: il senso o il non senso, la razionalità o l’irrazionalità.

Nel 1926 Magritte dipinge una tela in cui compaiono due pipe; una è ritratta in una lavagna posta su un cavalletto da pittore, l’altra, fatta di aria e di fumo, si libra nell’aria. A corredo della prima immagine, come ne fosse una sorta di didascalia, l’artista traccia la scritta: ceci n’est pas une pipe (questa non è una pipa). Una dichiarazione banale e disarmante che nega la realtà dell’immagine e, nel contempo, ne rafforza il senso altro da se: la pipa di Magritte nasce dal presupposto di non poter essere una pipa, però ha ragione di esistere solo per il fatto di evocare l’oggetto reale a cui si riferisce.

La negazione di qualcosa che si nega da solo, nella sua disarmante banalità, avvolge l’immagine di un velo di magia e di attesa interpretativa.

Magritte mette così in luce la frattura che si era venuta a creare, a partire dalla fine del XIX secolo, tra la realtà e la certezza del linguaggio che la rappresenta: scrittura e raffigurazione coabitano in uno spazio autonomo ed isolato, l’una negando all’altra qualsiasi veridicità interpretativa. Al mondo dei segni viene sottratta la capacità di afferrare gli oggetti ai quali esso si rivolge: il segno è autonomo, libero da ogni vincolo descrittivo e, allo stesso tempo, così svuotato di senso e di necessità imitativa o referenziale, appare, a sua volta, definalizzato e svaporato nel fascino enigmatico del mistero.

René Magritte, Ceci n'est pas une pipe (Questa non è una pipa), 1926

René Magritte, Ceci n’est pas une pipe (Questa non è una pipa), 1926

“La creazione di nuovi oggetti; la trasformazione di oggetti noti, il mutamento di materia per certi oggetti: un cielo di legno, per esempio; l’uso delle parole associate alle immagini; la denominazione erronea di un’immagine; la messa in opera di idee suggerite da amici; la rappresentazione di certe visioni del dormiveglia furono a grandi linee i mezzi da me usati per costringere gli oggetti a diventare infine sensazionali. […] I titoli sono scelti in modo tale da impedire anche di situare i miei quadri in una regione rassicurante che lo svolgimento automatico del pensiero potrebbe trovar loro allo scopo di sottovalutarne la portata. I titoli devono essere una protezione supplementare, destinata a scoraggiare qualsiasi tentativo di ridurre la vera poesia a un gioco senza conseguenze.”

(René Magritte, 1938)

Magritte è stato in grado di stupirsi prima ancora di stupire, di guardare candidamente prima ancora di rappresentare; indagando la dimensione del sogno, tanto cara ai surrealisti, ha superato e ribaltato la convinzione che il sogno sia la realtà della vita, affermando, invece, che la realtà visibile e tangibile non è che un sogno ad occhi aperti.

Banksy, This is a pipe

Banksy, This is a pipe

In età contemporanea, Banksy ruba e reinterpreta questo famoso soggetto di Magritte, attuandone una sua personale riflessione e dimostrando tutta la contemporaneità delle ricerche intraprese da questo originale ed enigamatico artista.

René Magritte: ceci n’est pas une pipe ultima modifica: 2012-08-07T22:14:48+00:00 da barbara
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