"La bellezza non è rara." ( J. Luis Borges)
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René Magritte: dipingere enigmi per capire la vita

René Magritte: dipingere enigmi per capire la vita

René Magritte, Golconde, 1953

René Magritte, Golconde, 1953

“C’ è una multitudine di uomini, di uomini diversi. Ma poiché una multitudine non fa pensare a un individuo, tutti gli uomini sono vestiti allo stesso modo… “Golconde” era una ricca città indiana, una specie di miracolo. Io ritengo che sia un miracolo poter camminare attraverso il cielo sulla terra”.

Con queste parole Magritte descrive la tela “Golgonde”, un’immagine dove l’artista spende la propria ironia nell’incanto della fiaba.

La composizione è molto semplice, è fatta di tre elementi, il cielo gli edifici e gli uomini con la bombetta. Uomini standarizzati, così come lo sono gli  edifici ed il cielo. Un’immagine di una semplicità devastante  che emana però una sensazione di dolcezza poetica, di grande magia e fascino.

L’omino replicato plana sulla terra come il lento fioccare della neve, proiettando la propria immagine sulle facciate delle case e nel cielo, che pare così avvolto da una pioggia di figurine vaganti, sospese nell’aria.

Oltre alla delicatezza dell’immagine, un’interpretazione più attenta ci porta a scorgere anche messaggi più allusivi, tipici del particolare surrealismo minimalista di Magritte: da un lato l’artista gioca sullo spaesamento in linea con la sua narrazione volta a porre oggetti e cose comuni in contesti non comuni (l’uomo che vola, la mela al posto della testa…); da un altro lato egli fa affiorare uno spaesamento che è frutto di una riflessione inquietante che deriva dal considerare tutti gli uomini uguali, assegnando a ciascuno la stessa posizione di spazio, lo stesso cappotto e la stessa bombetta.

Il quadro può essere allo stesso tempo un miracolo, uomini che volano o si innalzano verso il cielo, o un’incubo senza via d’uscita, uomini sistemati compostamente come tanti pezzi sulla scacchiera, simili a modelli ripetibili e allungabili all’infinito.

René Magritte, Il modello rosso (Le modèle rouge), 1937

René Magritte, Il modello rosso (Le modèle rouge), 1937

“Grazie a Le modéle rouge ci si rende conto che l’unione di un piede umano e di una scarpa dipende in realtà da un’abitudine mostruosa.” (René Magritte, 1938)

René Magritte, L'uomo con la bombetta, 1964

René Magritte, L’uomo con la bombetta, 1964

“Nietzsche pensa che Raffaello, se non avesse avuto un sistema sessuale surriscaldato, non avrebbe dipinto quella folla di madonne…Questa valutazione ci allontana singolarmente dalle motivazioni che si attribuiscono di solito a questo pittore degno di venerazione; i curati: l’ardore della fede cristiana; gli esteti: il bisogno di una bellezza pura ecc. Ma quest’opinione ci riconduce a un’interpretazione più sana dei fenomeni pittorici.

Questo mondo disordinato, pieno di contraddizioni che è il nostro, è in definitiva favorevole, in modo più o meno parziale, a spiegazioni di volta in volta molto complesse e molto ingegnose che sembrano giustificarlo e renderlo giustificabile per la maggior parte degli uomini.Queste spiegazioni tengono conto di una certa esperienza. Si deve notare però che si tratta di un’esperienza già compiuta e che, se essa dà luogo a brillanti analisi, non è istituita in funzione di un’analisi delle sue condizioni reali.

La società futura svilupperà, nel cuore della vita stessa, un’esperienza che sarà il frutto di un’analisi profonda, le cui prospettive vanno delineandosi sotto i nostri occhi. Grazie a una rigorosa analisi preliminare, l’esperienza pittorica quale la intendo io può essere può essere istituita già sin d’ora. Quest’esperienza pittorica conferma la mia fede nelle possibilità ignorate della vita. Tutte queste cose ignorate che pervengono alla luce mi fanno credere che la nostra felicità dipenda anch’essa da un enigma associato all’uomo e che il nostro solo dovere sia quello di sforzarci di conoscerlo.” (René Magritte, parte di un testo di una conferenza tenuta da Magritte nel 1938 al Musée des Beaux-Arts)

René Magritte: dipingere enigmi per capire la vita ultima modifica: 2012-08-05T21:48:54+00:00 da barbara
8 Comments
  • Gapemotivo
    Posted at 02:05h, 07 agosto Rispondi

    La felicità è il nostro dovere a sforzarci a conoscere l’enigma associato all’uomo.

    Filosofia pura, quella dei poeti,per me.

    grazie per quest’articolo.

    • barbarameletto
      Posted at 12:41h, 07 agosto Rispondi

      Grazie a te. La prerogativa più grande di Magritte è di aver capito che la realtà è un sogno ad occhi aperti, non che il sogno rappresenta la vera vita, come la maggior parte dei surrealisti riteneva. Compito dell’uomo è capire e vivere nel mistero di questo sogno.

  • Gapemotivo
    Posted at 02:05h, 07 agosto Rispondi

    dove dei poeti intendo pittori*

  • René Magritte: ceci n’est pas une pipe « barbarainwonderlart
    Posted at 22:41h, 07 agosto Rispondi

    […] Magritte, per sua stessa ammissione, non amava dipingere, ossia non amava quel fare pittura che implica un uso articolato e sperimentale del mezzo espressivo: la sua è una pittura semplice, fredda, priva di guizzi o estri di pennello. Per Magritte l’importante è l’idea, unica protagonista delle sue opere, mirabilmente isolata attraverso la lucida cerebralità delle immagini. […]

  • Max Ernst: la discesa negli abissi dell’irrazionale « barbarainwonderlart
    Posted at 20:58h, 08 agosto Rispondi

    […] La pittura di Ernst supera le convenzioni linguistiche, che dominano ancora in artisti quali Magritte o Dalì, ribaltando la concezione dello spazio tradizionale e la prospettiva classica che ne è a […]

  • GBO
    Posted at 07:41h, 09 agosto Rispondi

    Di arte capisco un po’ poco rispetto alla tua formazione, ma sono certo che chiunque viene emozionato dalla visione dal vivo di quadri del genere, proprio come è capitato a me!

    • barbarameletto
      Posted at 09:31h, 09 agosto Rispondi

      Hai perfettamente colto il senso: lo scopo dell’arte e’ di emozionare, di colpire le nostre corde più profonde, il sapere e’ un corredo, ma se non si sa guardare non si può vedere.

  • Alfred Hitchcock: un artista alla regia « barbarainwonderlart
    Posted at 14:30h, 02 ottobre Rispondi

    […] René Magritte, Le acque profonde, 1941 […]

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