"La bellezza non è rara." ( J. Luis Borges)
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Il manifesto illustrato

Il manifesto illustrato

Zodiaco

Alfons Mucha, Zodiaco, 1896

Alfons Mucha, Zodiaco, 1896

Manifesto teatrale

Alfons Mucha, manifesto teatrale realizzato nel 1898 per la Médée di Catulle Mendès, interpretata da Sarah Bernhardt

Alfons Mucha, manifesto teatrale realizzato nel 1898 per la Médée di Catulle Mendès, interpretata da Sarah Bernhardt

Un settore della grafica applicata a cui si dedicarono numerosi artisti, alcuni dei quali come Mucha legarono il proprio nome proprio a questa particolare espressione artistica, è quello del cartellone illustrato.

Il manifesto artistico nasce nella seconda metà dell’Ottocento, in seguito alla rivoluzione industriale e agli sviluppi tecnici avvenuti nel campo della stampa. La rivoluzione industriale, modificando le condizioni della vita, aveva prodotto una grande quantità di beni di consumo, i quali, appagando vecchi bisogni e suscitandone nello stesso tempo di nuovi, dovevano trovare degli acquirenti. Di qui deriva l’importanza pratica del manifesto come efficace mezzo propagandistico e pubblicitario, finalizzato cioè a stimolare l’attenzione dei potenziali clienti.

L’usuale distinzione che viene proposta tra manifesto commerciale e quello di spettacolo ha, dunque, in quest’ottica, un valore limitato, in quanto anche lo spettacolo si caratterizza come un bene di consumo, ed è quindi a sua volta un segno tangibile di una certa situazione economica e di un certo stile di vita.

I notevoli progressi fatti dalla stampa, con la messa a punto della cromolitografia nel 1836, ebbero un’influenza positiva su questo genere artistico che fondava la sua forza di persuasione anche, e soprattutto, attraverso l’uso del colore, potente mezzo per accattivarsi gli sguardi dei passanti.

A livello teorico, il manifesto era anche il prodotto dei grandi dibattiti inerenti l’unità delle arti e la condizione dell’artista, fioriti in Inghilterra con Morris e il movimento delle Arts and Crafts. Le questioni fondamentali al centro di queste discussioni, che presto si diffusero anche nel resto dell’Europa, vertevano sul riconoscimento dell’eguaglianza tra arti maggiori e arti minori e sul fatto che l’artista potesse essere, con pari dignità e successo, anche grafico e cartellonista. La tendenza diffusa era di ritenere ciò possibile.

Il manifesto si presenta, dunque, come una nuova forma artistica, espressione della realtà moderna e contemporanea, ed intimamante correleato alla forza economica della classe borghese, fiduciosa in un continuo progresso e miglioramento delle condizioni generali della società.

La Francia fu la prima nazione dove il manifesto illustrato raggiunse degli esiti di carattere artistico; da mero strumento commerciale si elevò, infatti, a forma d’arte per l’attenzione di sperimentazione formale che gli venne dedicata. Basti pensare, a tal riguardo, a Henri de Toulouse-Lautrec, che consacrò numerosi e noti manifesti ai locali notturni parigini.

Alla fine del XIX secolo il successo del manifesto è oramai un dato di fatto. Esso, a livello storico, è una testimonianza del clima frivolo e spensierato della Belle Epoque, quando l’Europa intera vive un momento magico, cullandosi in sogni di prosperità, e incapace di prevedere la guerra di lì a venire; a livello culturale, rappresenta uno dei primi documenti di un sistema delle comunicazioni divenuto una delle componenti principali della nostra civiltà.

Immagine

Henri de Toulouse-Lautrec, Divan Japonais, 1893

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Henri de Toulouse-Lautrec, Moulin Rouge: la Goulue, 1891

Il manifesto illustrato ultima modifica: 2012-07-29T14:19:15+00:00 da barbara
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