"La bellezza non è rara." ( J. Luis Borges)
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Architetture impossibili: Maurits Cornelis Escher

Architetture impossibili: Maurits Cornelis Escher

Maurits Cornelis Escher, Un altro mondo II, 1947

Maurits Cornelis Escher, Un altro mondo II, 1947

L’opera di Escher (1898-1972) è di difficile inquadramento e determinazione; come ebbe a dire Bruno Ernst “non si riesce a catalogarlo poiché si è sempre proposto scopi completamente diversi da quelli dei suoi contemporanei.” Non vi è infatti alcun artista, o corrente figurativa, ai quali possa essere accostato con facilità senza incorrere nel peccato di eccessiva semplificazione.

Serpeggia, però, in tutta la produzione di Escher, una reminescenza dei grandi maestri fiamminghi del passato, reinterpretati e rielaborati, nel loro patrimonio rappresentativo, in modo totalmente originale.

La ricerca del virtuoso olandese è tutta tesa verso un’esplorazione dello spazio che, di fatto, supera e sconvolge le regole della prospettiva tradizionale: Escher indaga le situazioni limite, nelle quali la percezione spaziale è incerta e ambigua. Architetture e oggetti impossibili popolano le opere del maestro, impossibili perchè se provassimo a costruirli ci troveremmo dinanzi a contraddizioni reali di esecuzione.

L’occhio dello spettatore è rapito e confuso di fronte ad una concezione dello spazio tale da non consentirne una lettura univoca: ciò che è avanti finisce con l’apparire dietro e viceversa, , il fuori dentro, la vista dall’alto coesiste con quella dal basso.

Tali ambiguità rappresentative si possono trovare nell’arte religiosa medievale che, mediante questi “errori” prospettici, si proponeva di rappresentare il sacro come epifania, trascendendo la realtà descrittiva delle cose. L’arte medievale aveva, infatti, una concezione dello spazio finalizzata alla narrazione religiosa, alla sua leggibilità, non seguiva le leggi prospettiche della natura.

Escher affonda dunque le sue radici  in una consolidata tradizione preesistente, distorcendola, però, da quello che ne era il fine e lo scopo principale. Egli deforma, sovrappone, inventa e sconvolge lo spazio per proporci sorprendenti e affascinanti invenzioni prospettiche e compositive.

Maurits Cornelis Escher, Concavo e convesso, 1955

Maurits Cornelis Escher, Concavo e convesso, 1955


Maurits Cornelis Escher, Torre di Babele, 1928

Maurits Cornelis Escher, Torre di Babele, 1928

 

Architetture impossibili: Maurits Cornelis Escher ultima modifica: 2012-07-27T00:49:40+00:00 da barbara
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