"La bellezza non è rara." ( J. Luis Borges)
Tag

Gustave Moreau: “L’apparizione”

Gustave Moreau: “L’apparizione”

Gustave Moreau, L'apparizione, 1874-1876

Gustave Moreau, L’apparizione, 1874-1876

Una linea presimbolista, in antitesi con la tendenza narrativa tipica della cultura accademica francese, si incarna nella visionarità onirica di Gustave Moreau (1826-1898), nella sua esplorazione dei legami segreti tra visibile e visibile, tra realtà e sogno.

Moreau espone al Salon, fin dalla metà degli anni sessanta dell’800, opere cariche di simboli che celano, dietro una forma levigata ed impassibile, misteriose allusioni che ammiccano, per lo più, al tema delle passioni non disgiunte da un senso di morte. Eros e Thanatos, un eros che, nell’artista, è sempre legato a putridi sortilegi, stagnanti pulsioni che ne fanno il perfetto contraltare della morte.

“L’apparizione” rappresenta la Salomè, figlia di Erodiade, la cui storia è narrata nei vangeli di Matteo e Marco: tema biblico che viene reinterpretato da Moreau in chiave moderna , lontano dalle rappresentazioni religiose tradizionali. L’episodio, infatti, è un pretesto per mettere in scena le sue metafore: la Salomè è la danzatrice simbolo di una femminilità seduttiva e perversa, attrazione e incubo per Giovanni Battista che diviene rappresentativo di una condizione umana più ampia.

Protagonisti di sogni che hanno perduto lo slancio fiducioso del romanticismo, i suoi eroi diventano fantasmi enigmatici, presenze minacciose ed inquietanti.

“[…] la verità era che Gustave Moreau non derivava da nessuno. Senza un vero maestro, senza possibili discepoli, restava unico nell’arte contemporanea. Risalendo alle fonti etnografiche, alle origini delle mitologie di cui confrontava e scioglieva i sanguinosi enigmi, riunendo, anzi fondendo in una sola le leggende originarie dell’estremo Oriente e trasformate dalle credenze degli altri popoli, Gustave Moreau giustificava le sue architetture composite, i suoi amalgami lussuosi e sorprendenti di stoffe, le sue allegorie ieratiche e sinistre, acuite dall’inquieta perspicacia di una nevrosi tutta moderna; e rimaneva per sempre tormentato, ossessionato dai simboli delle perversità e degli amori sovrumani, degli stupri divini consumati senza abbandono e senza speranza.” (Joris Karl Huysmans, Controcorrente – À rebours – , 1884)

Gustave Moreau, Edipo e la Sfinge, 1864

Gustave Moreau: “L’apparizione” ultima modifica: 2012-07-25T12:19:04+00:00 da barbara
5 Comments
  • La femme fatale: il lato oscuro della belle époque « barbarainwonderlart
    Posted at 22:53h, 22 agosto Rispondi

    […] sfavillante delle città e delle metropoli, diviene un cliché come la danza sinuosa e lasciva di Salomè; un fantasma affascinante e repulsivo allo stesso tempo che abita i recessi più profondi della […]

  • La penna affilata di Oscar Wilde e il disegno tagliente di Aubrey Beardsley al servizio di un’irriverente Salomè « barbarainwonderlart
    Posted at 14:00h, 01 ottobre Rispondi

    […] Salomè è la storia della figlia di Erodiade che, innamorata di Jokanaan (Giovanni Battista), prigioniero del patrigno Erode, decide di danzare in onore di quest’ultimo per avere la testa del Battista. Il soggetto trae ispirazione dai racconti biblici e mette in scena dei temi universali quali l’amore e la morte, il sacro ed il profano. Una storia di desiderio lussurioso e distruttivo che Wilde narra, però, in toni ironici, rendendo fiabesco ed umoristico l’oriente opulento e bizantineggiantenalla Moureau. […]

  • L’antichità preziosa ed immaginaria di Alma-Tadema « barbarainwonderlart
    Posted at 14:24h, 13 gennaio Rispondi

    […] Andrea Sperelli, protagonista di Il Piacere, o Jean Floresses Des Esseintes, protagonista di À rebours, che incarnano, in modo esemplare, la figura del dandy […]

  • Aithne
    Posted at 08:50h, 26 febbraio Rispondi

    […] Salomè è la storia della figlia di Erodiade che, innamorata di Jokanaan (Giovanni Battista), prigioniero del patrigno Erode, decide di danzare in onore di quest’ultimo per avere la testa del Battista. Il soggetto trae ispirazione dai racconti biblici e mette in scena dei temi universali quali l’amore e la morte, il sacro ed il profano. Una storia di desiderio lussurioso e distruttivo che Wilde narra, però, in toni ironici, rendendo fiabesco ed umoristico l’oriente opulento e bizantineggiantenalla Moureau. […]

  • Gustave Moreau: il magma prezioso dell’inconscio | barbarainwonderlart © Barbara Meletto
    Posted at 18:39h, 03 luglio Rispondi

    […] L’ Apparizione del 1876, celebrato da Huysmans come l’icona di una nuova arte, è esemplare di questo costante richiamo ad un materiale figurativo e letterario preesistente, rielaborato attraverso una visione torbida e morbosa delle emozioni. […]

Post A Comment